1. Compere di lingerie


    Data: 01/09/2018, Categorie: Lesbo Autore: sabrinatrav, Fonte: RaccontiMilu

    CAP01Guardavo fuori dalla finestra di mattina e avendo ore da recuperare al lavoro, decisi che mi sarei dedicata a fare un po� di compere. La giornata per essere aprile era tiepida ma ventilata, così messa davanti all�armadio, tolsi la maglietta che usavo come pigiama rimanendo con il perizoma del giorno prima. Lo abbassai alle caviglie arrotolandolo e con un movimento del piede lo portai sopra il letto lasciandolo lì, ci avrei ci avrei pensato più tardi a risistemare. Aprii il cassetto della biancheria e ne tirai fuori un completo in pizzo azzurro fatto da perizoma con striscia ricamata e bordo alto lungo i fianchi, e reggiseno a balconcino con coppa bassa. Indossai il tutto velocemente, e nel frattempo tirai fuori un reggicalze a fascia alta, dodici centimetri circa, in pizzo e raso bianco, con quattro elastici larghi un centimetro. Lo allacciai frontalmente e poi lo girai fino a metterlo in posizione corretta. Mi misi seduta sul letto e dal cassetto tirai fuori questa volta un paio di calze bianche velate, quindici denari, da reggicalze, con un leggero ricamo floreale sulla caviglia. Le infilai sulle gambe facendole scorrere delicatamente per non smagliarle, allacciai i due elastici frontali e mi misi in piedi per allacciare i due posteriori. Regolai gli elastici guardando nello specchio dell�anta l�effetto delle calze che si sollevavano sui gancetti e approvai tra me.Le tende erano aperte e la luce entrava di traverso nella stanza, accarezzandomi le gambe. Pensai al ...
    ... figlio diciottenne dei vicini, amhed, giovane della costa d�avorio che più di una volta si metteva dietro alla finestra a sbirciare nella mia camera e in quella della mia coinquilina, a come mi divertivo a stuzzicarlo passando avanti e indietro in intimo�e alle volte in cui facendo finta di niente magari mi accarezzavo un poco. Quando lo incontravo per le scale era molto timido e scappava via quasi sempre. Se arrivava e io stavo salendo, rallentavo perché mi raggiungesse e sculettavo vistosamente per imbarazzarlo. La cosa mi eccitava da morire, e il pensiero stava facendo nascere un conosciuto calore tra le gambe.Presi dall�armadio un vestitino in lanetta grigia, con scollo a barchetta che lasciava libere le spalline del reggiseno, e un poco di scollatura che la mia terza abbondante consentiva. Misi una cintura di vernicetta bianca e presi dalla scarpiera un paio di stivaletti bianchi con tacco dodici bassi alla caviglia. Li indossai sedendomi scoprendo leggermente le calze, così una volta in piedi riaggiustai il vestito a coprire fino a metà coscia. Presi un impermeabilino bianco lungo fino alla vita, borsetta azzurra, occhiali in cellulosa azzurri, aggiustai i capelli castani scuri a coda di cavallo davanti allo specchio, un tocco veloce di lucida labbra e uscii sul pianerottolo chiudendo la porta alle mie spalle.Una volta fuori da casa mi diressi alla fermata del pulman, che giusto in quel momento passava e facendo una leggera corsetta per quello che i tacchi mi permettevano ...
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