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Le nuove vicine (capitolo 1)
Data: 08/11/2018, Categorie: Altro, Autore: Vencam
Capitolo primo, L'arrivo delle vicineè Febbraio, fa freddo e mi sono buscato una fastidiosa tosse. Ormai è una settimana che andava avanti, un colpo di tosse lì, una schiarita di gola là� ma ora sono bloccato a letto, debole come un pulcino, a bere infusi e andare in bagno quando ne ho bisogno (e ne ho le forze). Il termometro dice che la mia temperatura è di 39 gradi e mezzo, ma sento lo stesso sempre freddo. Del resto il mio fiato fa un poco di condensa nell�aria, deve fare parecchio freddo in casa. Il meteo sul telefono dice che ci sono pochi gradi sopra lo zero nella provincia di Cuneo, oggi, ma è da ieri che non accendo la stufa e la temperatura in casa deve essere scesa parecchio. Purtroppo il termometro per ambienti è in soggiorno, insieme alla stufa, e per lo stesso motivo per cui non ho acceso non ho guardato la temperatura: sono troppo stanco. Mi trascino dal letto al bagno, per bere e mangiare attingo alla scorta di cibi pronti, acqua e tisane che ho preparato appositamente sul mobile accanto al letto. A portata di mano, per terra, c�è il microonde, che so che mi farà inciampare con quel suo dannato filo, prima o poi. Ho dovuto farlo passare per tutta la stanza con una prolunga per farlo arrivare ad una presa libera, in soggiorno. Per distrarmi leggo, uso il cellulare, guardo la TV, � le parole crociate ed il Sudoku li ho finiti ieri. Ma molto tempo lo passo a dormire.Eppure, nonostante il mio stato miserabile, non riesco a ...
... fare a meno di pensare che ho davvero voglia di un porno. Ovviamente questo non ha molto senso (mi sento letteralmente uno straccio, che molla liquidi in bagno e ne riassorbe in camera), eppure il mio corpo parla chiaro. Non ho erezioni (magari non ne ho neanche la forza, e comunque non ci sono state occasioni di provocarne una), ma ho voglia di farmi una di quelle seghe memorabili, che solo quando si è molto eccitati si possono fare. Naturalmente la sola idea di muovermi, o togliermi di dosso il piumone mi fa desistere (è difficile, ma non lo tolgo neanche per andare in bagno).Scusate, ho parlato tanto, ma non ho detto nulla di me� Mi chiamo Paolo F. e sono un venticinquenne, fotografo di professione (principalmente). Dico principalmente perché è solo l�occupazione che mi frutta di più. In realtà la maggior parte del tempo la passo al computer, ritoccando le mie immagini o immagini di persone disposte a pagarmi per farlo, soldi grazie ai quali riesco a mandare avanti la baracca (non sono un grande fotografo, né famoso, né ben pagato). Il tempo d�oro della mia fotografia era al liceo, dove il mio talento era molto apprezzato, ma una volta che mi sono buttato nel lavoro (mi piange il cuore a dirlo) i miei scatti sono diventati piatti e dozzinali. Forse non riesco ad accettare di non poter fotografare solo quello che mi piace, come richiede il lavoro, ma la mia caparbia mi impedisce di migliorare o ritrovare l�ispirazione.In ogni caso, tra macchina fotografica e ...