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Le nuove vicine (capitolo 1)
Data: 08/11/2018, Categorie: Altro, Autore: Vencam
... richiedeva un altro tipo di risposta, ed in fondo sapevo che una felice convivenza sarebbe stato il modo migliore per avere pochi problemi con i vicini. Magari era simpatica come la mamma�Sabato pomeriggio suonò il campanello. Stavo ritoccando un dettaglio delicato di un immagine, quindi ci ho messo un po� a finire e dirigermi alla porta. Per allora il campanello stava già suonando ininterrottamente. Chiunque fosse fuori, di certo non era Valentina, quindi ho dedotto che fosse la figlia. �Cominciamo bene� ho pensato.-Arrivo, arrivo!- Ho detto, ed ho aperto la porta.Mi si è presentata davanti una ragazza molto più alta della madre, un metro e settanta almeno, quasi quanto me, con dei fiammanti capelli rossi, tagliati corti e acconciati con studiato disordine. Ho riconosciuto Marta (così si chiama) solo dagli occhi, verdi e uguali a quelli della madre. Per il resto doveva aver preso tutto dal padre: zigomi alti, mascella sottile ma pronunciata, occhi grandi, contro i tratti fini ed eterei (quasi nobili, direi) della madre, sovrastati da due occhi penetranti ma non particolarmente grandi o belli. Era però snella come lei, anche se con un poco più seno (o imbottitura; difficile a dirsi con la giacca addosso). Vestiva punk, del tipo con tante borchie, tanto cuoio e tanto nero, che contrastava contro la sua pelle pallida (come la madre) e i capelli rossi (probabilmente tinti). Si vedeva solo un piercing, una pallina sotto l�angolo sinistro del labbro inferiore. Aveva le ...
... gambe fasciate da un paio di pantaloni aderenti, mettendo chiaramente in mostra un fondoschiena niente male, e degli stivali neri ai piedi. Visto l�odore di soldi che si portava la madre, il braccialetto elaborato al polso destro era probabilmente di vero argento, così come la spilla a forma di pugno con il medio alzato appuntata sul seno sinistro. Aveva i pugni sulle anche e l�aria corrucciata da bambina viziata a cui non è stato dato il regalo che voleva.Mi è stata fin da subito terribilmente sul cazzo.-Certo che ce ne hai messo ad aprire. Guarda che fa freddo qua fuori! Comunque sono Marta, la tua nuova vicina, tanto piacere- ha detto tutto d�un fiato, squadrandomi da capo a piedi. Non aveva per nulla l�aria di avere freddo.-Certo, tua mamma Valentina mi ha parlato di te. Io sono, Paolo, piacere. Vuoi entrare a riscaldarti o bere qualcosa?- ho offerto con un sorriso che speravo non si vedesse troppo che era finto.-No, sono passata solo a salutare. Ah, mia mamma mi ha detto di darti questo. Ciao.Ed ha girato i tacchi, dirigendosi verso il suo appartamento, dall�altra parte del cortile, dimenando il sedere, probabilmente un�abitudine presa al liceo. Senza neanche un grazie.Sono rientrato ed ho letto il foglietto che mi ha dato. Era scritto da Valentina, mi avvisava che lei non ci sarebbe stata per le seguenti due settimane, aggiungendo il numero della figlia (ci eravamo già scambiati i numeri io e lei, per le emergenze).Ed è così che arriviamo a come sono ora, ...