1. 175 - Desirè, il medico, la cognatina e il cognatino


    Data: 21/01/2019, Categorie: Etero Incesti Lesbo Autore: ombrachecammina, Fonte: RaccontiMilu

    Delusione. Che grande delusione sapere che il mio fidanzato Renato, era gay. L�avevano visto in provincia di Imperia assieme ad un ragazzo, in atteggiamenti che non lasciavano dubbi sul tipo di rapporto che intercorreva tra di loro. L�avevano detto a mio padre, per telefono, ed avevano anche inviato delle belle foto fatte con il cellulare. Mio padre, ancora più di mia madre, era rimasto impietrito, lui che aveva largamente sponsorizzato il fidanzamento tra me e Renato. Entrambi di famiglie ricche, io figlia di un grande industriale e lui figlio di un professionista affermato e introdotto nella politica che conta. Sarebbe stato il matrimonio che il babbo voleva, tutto lo sfarzo possibile, per far vedere a tutti, media ed invitati, che Desirè, la figlia dell�industriale Martini, sposava il rampollo di una ricca famiglia riccamente benestante. Non fu in effetti un dolore vero, ripeto, fu una delusione fortissima, ma bastò che mio fratello più piccolo mi abbracciasse dicendomi di non prendermela, che istantaneamente compresi che quasi senz�altro di quel ragazzo, tanto desiderato dai miei, io non provavo quasi nulla. Affetto forse, ma nulla di più. Anche perché, fino ad allora, e adesso ne capivo il perché, con lui non c�era stato niente di particolare, niente di più di qualche bacio, di qualche fuggevole toccamento e dunque la mia passione s�era sopita quasi subito, lasciando il posto ad un affetto praticamente fraterno. Non che avessi fretta di perdere la verginità, ma dover ...
    ... sempre calmare i miei bollenti spiriti con le mie delicate manine, mi dava un senso di forte frustrazione.Noi abitavamo a Milano, dove c�eravamo trasferiti in una lussuosa villa da poco tempo. Fino a quel momento la nostra residenza era stata fissata in una cittadina nel meridione d�Italia, dov�era nato il primo stabilimento di papà. Poi, motivi commerciali, indussero mio padre a creare un secondo stabilimento in provincia di Milano e di trasferire l�intera famiglia nel capoluogo lombardo. Ero stata abituata ad essere servita e coccolata, non dai miei genitori, ma da uno stuolo di servitù che si muoveva a comando seguendo ed eseguendo gli ordini di noi quattro componenti del nucleo famigliare. Una villa molto bella, ma fredda, impersonale, arredata senza usare l�anima, ma solo il portafogli. Mobili e arredi qualitativamente bellissimi, ma comprati più per il loro prezzo che per il piacere di acquistare un oggetto o un mobile che piacesse veramente a qualcuno. Abitavamo in quella casa da circa un mese ed io ero sempre parecchio nervosa. Ero in crisi, lasciare amici e parenti più cari e trasferirmi in una città a me sconosciuta era stato un trauma che aveva lasciato il segno, molto di più che lo scoprire che il mio fidanzato era gay. Mio padre, quella mattina mi guardò arrivare nel suo studio e mi disse che gli sembravo troppo magra e che sarebbe stato meglio che mi fossi fatta visitare dal nostro medico di fiducia. Gli domandai chi fosse il medico di fiducia e lui estrasse dal ...
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