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NEL BAGNO
Data: 27/03/2019, Categorie: Hardcore, Autore: emme80
... di cotone che si sollevava lentamente. Quando Roberta toccò il tessuto delle mutande lo sentì bagnato. Finse stupore misto a contrarietà, come se l’eccitazione che provava da quando ricevette quell’invito le fosse estranea e sgradita.Fissando terrorizzata la porta se le sfilò di dosso ripiegandole e, rassicurata dal non sentire passi avvicinarsi, affondò naso e labbra. I tre minuti erano passati, doveva solo aspettarlo, voltarsi verso lo specchio, abbassare lo sguardo per non vederlo riflesso, appoggiare le mani al bordo del lavandino e attendere. E lo fece.I suoi pensieri, frenetici e confusi, le parvero scivolare via in un attimo, come risucchiati da un gorgo, quando delle altre dita le entrarono nella fica. Man mano che queste la frugavano tra le pieghe carnose lei ingoiava aria a piccole boccate e spingeva sulle punte dei piedi.Era abile con quei tocchi, penetrava, usciva, accarezzava, le faceva scorrere lungo tutto il sorriso verticale poi si soffermava con il pollice sulla linguetta proibita che sporgeva turgida e bagnata. Quando indice medio e anulare si allontanavano rilasciava respiro e muscoli, preparandosi ad una nuova ondata di piacere che non tardavano a procurarle. Fu così per un tempo che lei non riuscì a quantificare, preda come era di quei movimenti tanto abili, temibili, meravigliosamente creativi che le stavano plasmando pensieri e volontà.Fu poi l’altra mano, posata tra le scapole, a farla chinare e dopo a infilarsi sotto la gonna e scostarle la coscia. ...
... Quando le gambe furono divaricate il giusto si ritirò, e febbrilmente armeggiò con la fibbia della cintura. Scorse la lingua di pelle scura da sotto la stanghetta, la liberò dal piccolo artiglio metallico infilato nel foro e la sfilò dalla cornice. La lasciò pendere e si dedicò alla zip dei pantaloni. Roberta sentiva il fiato caldo e incalzante dell’uomo scorrerle sulla schiena scoperta. Avvertì l’apice turgido del glande tastarle l’intimità fino ad insinuarsi nella fessura, sempre più bagnata, arresa al lavorio delle dita e pronta ad accogliere qualcosa di più grosso e rigido.Sussultò ad ogni stoccata che le entrava in corpo. Lui continuava a gettarle soffi caldi sulle spalle e ad ansimare. Era così diverso dall’uomo che si era sempre limitato ad un gioco mentale, fermandosi un passo prima di quello carnale; controllando orgasmi e imponendo periodi di astinenza sessuale.Ora la stava scopando e ci metteva impegno. Questo non cambiava le cose, Roberta sentiva di restare un giocattolo e di finire per essere solo una tacca sul fucile del cacciatore; ma adesso era lì e la stava montando come fanno gli a****li. E sbuffava perché ne godeva. Non era come le altre volte, che la faceva spogliare e dopo una serie di trastulli mentali tutto finiva. Adesso godeva del suo corpo, alitandoci sopra, fottendola da dietro, soffocando i gemiti nell’eccitante e selvaggia follia del raffinato bagno del Regency; con in sottofondo il vociare soffuso e composto dei clienti provenire dalla sala; con il ...