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Alessandra tra le vipere - 2 - Jixa
Data: 09/05/2019, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: Alessandra V.
All’angolo tra Cole Avenue e Melrose Avenue le vetrate luminose del Providence illuminano la fila di coppie in coda verso un’impresa pressoché impossibile: trovare un tavolo libero il venerdì sera. Si tratta perlopiù di giovani colletti bianchi ma ci sono anche svariati produttori televisivi. Questi li riconosci perché sono vestiti a metà tra un formal e un casual-friday, portano occhialini da intellettuali coi soldi e generalmente, dopo essersi fatti succhiare l’uccello tutto il pomeriggio dall’attricetta speranzosa di turno, si lavano la coscienza portando moglie e bambini a cena nel ristorante di pesce più costoso del quartiere. In piedi al bancone del bar ordino un martini per ingannare l’attesa intanto che aspetto l’arrivo di Jixa. Se dovessi dirvi ora perché l’ho fatto, perché l’ho chiamata, probabilmente non lo saprei. Poco fa mi ha telefonato pure mia zia, da Trieste, per sapere come sto. Le ho detto che stavo andando a cena da un’amica con cui gioco a squash, che va tutto bene e di salutarmi gli altri. Che cosa avrei dovuto dirle? “Ciao Zia, sto per incontrare una ragazza eroinomane conosciuta ad una serata in cui mi facevo pisciare addosso da una folla di sconosciuti.”? Sto giocherellando con l’oliva dentro il mio bicchiere di martini quando una mano mi tocca la spalla – Fa strano incontrarci in un posto normale, vero? – Mi volto e Jixa mi saluta con un sorriso. Si è disfatta le treccine e ora i suoi capelli rossi naturali sono raccolti da uno chignon che, insieme ...
... al vestito nero, le danno un’aria quasi aristocratica. – Scusa il ritardo, la metro ha avuto un problema e… – Tranquilla, sono appena arrivata. – Senti, io sto morendo di fame e… – si guarda intorno a cercare posti liberi – Ti prego dimmi che hai prenotato! – mi implora preoccupata. Faccio cenno di sì, mando giù l’ultimo sorso di drink e ci dirigiamo verso il maître che ci accompagna al tavolo. Alle 9:15 arrivano i nostri piatti: filetto di salmone al tartufo bianco per me, aragosta agli agrumi per Jixa e una bottiglia di vino da 140$. – Com’è il tuo salmone? – mi chiede mentre mi versa da bere Faccio segno di approvazione con la bocca piena. – L’aragosta? – Squisita, vuoi assaggiare? – Oh sì sì. Jixa chiama il cameriere e si fa portare due piattini per poterci scambiare un po’ di cibo. I suoi modi straordinariamente eleganti mi ribaltano completamente l’idea che mi ero fatta di lei. Durante il nostro primo incontro avevo visto il classico stereotipo della ragazzina che scappa di casa a 17 anni senza aver finito la scuola, con il padre alcolizzato, il fratello in carcere e la mamma obesa che vive in una roulotte con l’assegno di invalidità. Ma ora mi rendo conto che forse non avevo capito niente di questa persona. – E così Dorothy… – mi chiede mettendo un po’ della sua aragosta sul piattino – …sei qui a Hollywood per lavoro? O per cercare lo spaventapasseri e l’omino di latta? – Mi hanno inviata da Vancouver per un servizio fotografico, sono qui per lavoro. – Avevo immaginato. ...