1. Alessandra tra le vipere - 2 - Jixa


    Data: 09/05/2019, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: Alessandra V.

    ... ristoranti giapponesi a Londra, di pop anni 80 e di Duran Duran versus Depeche Mode. Abbiamo parlato di Blue Jasmine che secondo me è il miglior film di Woody Allen da una decina di anni a questa parte mentre lei non va oltre Bullets over Broadway del 95. Abbiamo condiviso il nostro amore per Palahniuk e discusso sul fatto che il suo libro preferito resta Choke mentre il mio è Invisible Monsters. Ci siamo chieste se Louis C.K. abbia superato Bill Hicks e poi siamo finite su Bret Easton Ellis a perdere definitivamente i nostri neuroni nelle più disparate interpretazioni sul finale di American Psycho. Ma mai un accenno alla serata in cui ci siamo conosciute, a quello che abbiamo visto, a cosa ci ha spinto là dentro. Stiamo passeggiando lungo il viale, come una coppia di amiche, quando Jillian mi prende per un braccio – Senti, io ho bisogno di un bagno. Ti va se andiamo al WP24? – Al WP24? Ma non è a downtown? – Sì, prendiamo un taxi. Resto un attimo confusa – Se devi fare pipì laggiù c’è un McDonald’s. Puoi entrare e uscire senza dover ordinare niente. – Alessandra… – il suo volto si fa serio – …il bagno del McDonald’s non va bene. Ho bisogno del bagno del WP24. – Ok… – Finalmente capisco di che si tratta. Che scema che sono. Arriviamo al WP24 che manca poco a mezzanotte. Davanti all’entrata del palazzo si è già formata una piccola coda di persone e questo mi fa pensare che stasera potrebbe esserci qualcosa di particolare, forse musica dal vivo. Il locale si trova al 24esimo ...
    ... piano, proprio sotto l’osservatorio e all’interno del raffinato salone dalle luci soffuse mi metto a studiare la situazione intanto che Jillian è andata a bucarsi nella toilette. La zona intorno al bancone è davvero affollata ma i tavolini sulla terrazza sono quasi tutti vuoti. Senza pensarci due volte consegno la giacca alla ragazza del guardaroba, vado a cercarmi il divanetto più appartato e mi perdo ad osservare la fauna notturna che popola il locale. Donne che ridacchiano, uomini che gesticolano, ragazzi che flirtano a bassa voce, tutto mi appare come una gigantesca scenografia in movimento e il buio fa sembrare la folla una composizione di sagome bidimensionali che ripetono azioni in loop. Vengo attraversata da una sensazione di smarrimento e per un attimo mi sento come se fossi l’unica persona in carne e ossa. Dopo quasi venti minuti l’arrivo di Jixa mi riporta alla realtà. – Scegli sempre postazioni così solitarie? – Quasi sempre… tu come stai? – Meglio – sorride – Alex… grazie. – E di cosa? Alza le spalle – …di tutto. Lo so che non è facile stare accanto a una… – Stai tranquilla – la interrompo per non farle dire quella parola. Poi le indico il piccolo palco al centro del locale. Ci sono un pianoforte, un contrabbasso e un’asta con un microfono – Tra poco dovrebbero suonare. Ho letto sul programma che fanno un tributo a Billie Holiday, ti va? – Perché no. Oggi ho passato il pomeriggio al centro commerciale a cercare un paio di scarpe. Hai presente quel casino infernale ...