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Sonia
Data: 16/05/2019, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: LorenzoDom
Mi chiamo Sonia, sono una ragioniera o meglio, una contabile di quarant'anni.Posso dire che fino a un mese fa me la passavo niente male, grazie ad alcune "limature" che praticavo al bilancio, assieme a Fabrizio, un mio collega che conosco dal tempo della scuola....fino ad un mese fa, quando è arrivata la dottoressa Sini, la nuova amministratrice delegata. Già il primo giorno la Sini aveva scoperto tutto, carte, documenti, "correzioni" e via dicendo. L'alternativa che mi pose davanti era la galera o cedere al suo ricatto. Io scelsi la seconda, e il suo ricatto consisteva e consiste nel prendere letteralmente il controllo della mia vita. Letteralmente sono diventata una marionetta nelle sue mani. E il suo controllo consiste spesso nel sottopormi a umiliazioni varie. Umiliazioni più o meno pesanti che la sua sadica fantasia partorisce quotidianamente.All'esterno non traspare nessun cambiamento, ma oltre questa facciata, tutto è cambiato. Ho cercato d'imparare ad prendere questa situazione con ironia, ma spesso senza successo. Ma ho anche imparato ad eseguire ogni sua minima imposizione con solerzia, senza alcuna resistenza, poiché la conseguenza sarebbe una sola e semplice. La galera.Cosa sia successo a Fabrizio non lo so, non l'ho più visto ne contattato dopo il suo repentino trasferimento in un'altra sede, sempre in città. Ho preferito evitare, per prudenza, ogni contatto con lui. E sembra che Fabrizio abbia preso la stessa decisione.Questa domenica la giornata ...
... è cominciata con un messaggio della Sini che mi annunciava il suo arrivo. Ogni contatto con lei, anche un semplice sms mi getta nel panico perché so che comporta una qualsiasi forma di umiliazione o dolore da parte mia. Quindi non mi resta che aspettarla a casa mia, con il cuore in gola e lo stomaco annodato.La mia attesa non è lunga, dopo poco più di un ora arriva il suo messaggio, "Sto arrivando". Dall'arrivo del suo messaggio so che arriverà in pochi minuti.Una delle cose che sembra divertirla molto è vedere come abbia imparato a compiere determinate operazioni senza che lei me lo debba dire, quasi come una servetta ben istruita, o meglio un cagnetto ammaestrato. Ma è più semplicemente la dimostrazione della mia rassegnazione, di come pagando con la dignità voglio evitare conseguenze peggiori.Così, per non contrariarla, ho giusto il tempo di mettere a scaldare l'acqua per l'infuso, alla meta, che lei vuole trovare e apparecchiare il tavolo con il più fine servizio che ho, una teiera con tazzina e zuccheriera in porcellana. Mentre lo faccio ricordo di andare a spegnere il cellulare, poiché non ama sentire squilli quando sta sminuzzando il mio amor proprio a colpi di vergogna e umiliazioni.Apro dal citofono il portone, e lo scatto al mio uscio.Ora è tutto pronto, meno il mio stato d'animo, io non sono mai pronta ad incontrala. Sono in piedi, imbambolata a fissare la porta con le orecchie tese ad ogni rumore nel palazzo.Sento il portone che si apre ...