1. memorie di un single: biancheria intima


    Data: 26/05/2019, Categorie: Etero Autore: demaranto, Fonte: RaccontiMilu

    Continuano le mie avventure da single, questa &egrave nata per caso, data la disposizione del palazzo e della casa in cui abitavo.La palazzina in questione &egrave fatta a quadrato, con gli appartamenti disposti sui lati e un�apertura al centro che saliva fino a guardare il cielo.Nell�androne del palazzo c�erano altri locali, fra cui un dentista, un manicure, e due depositi.A sinistra l�ascensore, di fronte le scale che portavano ai piani.Io abitavo ad un piano rialzato, solo dieci scalini da pianterreno mi dividevano dal mio appartamento.Entrando da me ci si trovava direttamente nel salotto, non molto grande, ma trovavano spazio, il divano, che già conoscevate, un tavolo da sei posti, una libreria, ed un altro paio di mobili.Poi si entrava alla stanza da letto, piccola ma in ogni modo con un letto matrimoniale, un cassettone, e un armadio.Dal salotto si passava alla cucina, dove alla destra c�era il bagno.Dalla cucina si usciva in un piccolo terrazzino coperto da una tettoia. Di fronte al terrazzino, guardando in giù uno spazio completamento aperto, chiamato in gergo �vanella�.Tutto ridotto ma funzionale, non grande spazio ma, tutto abitabile.Inutile affermare che la maggior parte del tempo lo trascorreva fuori al terrazzino, fumando, leggendo o facendo i miei piccoli lavori di bricolage.Le corde per stendere il bucato completavano questo spazio.Quando avevo fittato l�appartamentino, avevo ereditato l�onere di tenere la vanella pulita, dato che stava all�intemperie, c�era un  tombino che doveva essere tenuto pulito, se no si correva il rischio che si poteva allagare i locali adiacenti.Quindi per abitudine, quasi ogni giorno controllavo lo stato della vanella, per poi se, si fosse dato il caso intervenire. &egrave superfluo affermare che nella vanella, oltre alla pioggia, cadeva di tutto, palle, palloni, foglie e biancheria.Avevo preso l�abitudine, facendo pulizia di mettere da parte la biancheria caduta, che poi mettevo in una busta appendendola fuori alla porta di casa. Il proprietario della biancheria passava e la ritirava.Un pomeriggio a casa, affacciandomi sulla vanella, in un angolo vidi una pezza, a prima vista era così, con una molletta attaccata vicino, andai nella vanella, tramite una porticina di fianco, e la presi.Non era una pezza, ma un perizoma, nero e rosso, al centro c�era un ricamo traforato nero, con fiorellini e farfalline, da cui poi partivano tre strisce di tessuto rosso, forse seta, due andavano, dal centro a chiudersi dietro, mentre una più sottile passava da sotto, dove si allargava nella zona in cui dovrebbe stare il sesso femminile.Anche se ancora bagnato e sporco di terra, si capiva che era una lingeria di classe, adesso in casa lo guardai meglio, tenendolo teso sulle mani, era veramente un bell�intimo, cercai di fare mente locale abbinando quel intimo a chi abitava nel palazzo, ma non mi venne in mente nessuna, del resto facevo una vita ritirata e, tranne tre, quattro famiglie non conoscevo nessuno. Feci come al solito ...
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