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Alla maniera di Sybelle ( parte 2 )
Data: 30/05/2019, Categorie: pulp, Autore: Hermann Morr
... reciso nel contenitore trasparente, pieno di Yersinie, che si dimenava come una rana di Galvani. Come facevano ? Va bene le spore, va bene che facessero da generatori fornendo l’energia per muovere i muscoli, e in qualche maniera anche bruciando i saprofiti che avrebbero dovuto decomporre i tessuti. Per come erano messi potevano anche prendere in considerazione la teoria. Ma come facevano a durare tanto ? Ne aveva visti andare avanti per mesi, non ne aveva mai visto uno fermarsi, dovevano pur consumare qualcosa per generare una corrente elettrica. Entrò nella torre di controllo, c’era una bella vista da li, una giornata luminosa, capire che il mondo andava tranquillamente avanti anche senza di loro, faceva ancora più male. Camminava come ubriaca, o come presa da una stanchezza insostenibile, andò a sedersi su una poltroncina girevole e rimase con le mani sul viso, senza minimamente preoccuparsi della radio. E ancora non poteva piangere. Non sapeva quanto tempo fosse passato quando sentì qualcuno salire, la mano corse al revolver, ma i passi erano troppo regolari, non era un morto. Era Sam che l’aveva raggiunta coi risultati da trasmettere. “ Allora, hai sistemato la radio ? “ “ Taci e spogliami. “ – rispose lei – “ Hem.. Sorry ? “ “ Hai capito cosa ho detto. “ Samuel sospirò, si terse il sudore dalla pelata, e girò attorno alla poltroncina per inginocchiarsi e posare il capo di lato sulle cosce di Nerina. “ Fai così vero ? “ – disse carezzando un ginocchio – “ Prima vorresti ...
... vivere senza affetto, poi non ce la fai più e vorresti sostituirlo col sesso e rimanere a guardarti da fuori mentre lo fai. Ci vorrebbe uno che ti prendesse come un oggetto e dimenticasse tutto subito dopo. But i can’t.. i’m not like that.. then.. oh well. “ Con improvvisa ispirazione il professore sbottonò la parte inferiore del camice da lavoro della dottoressa, sollevò la maglia sotto, infilò la lingua nell’ombelico. Continuava a baciare e stringere tra le mani il ventre, indeciso se salire o scendere, ma lei non aveva pazienza. “ Siediti tu ! “ Nerina lo fece sedere sulla poltroncina al suo posto, gli calò i pantaloni, guardandolo con i suoi occhi azzurri gli salì a cavalcioni grazie ai braccioli elastici. Era come trovarsi su una giostra, veramente. Nessun altro preliminare, lo guidò dentro se, fissandolo negli occhi mentre affondava in lei, mentre diventavano una cosa sola. Sospirò ai suoi primi movimenti, troppo delicati. Allora lo strinse a se con le braccia, affondando le unghie nella pelle, fino a sentirlo ansimare e, d’istinto, anche lei ad ogni spinta ansimava. In lacrime per il piacere e la disperazione, finalmente. Morse con forza la spalla del professore, quando anche l’orgasmo la raggiunse, improvviso, violento, avvolse più strettamente Sam per accogliere anche il suo piacere in se. E rimasero ancora avvinghiati, lui ancora dentro. Lei gli parlò all’orecchio senza guardarlo direttamente. “ Quante scorte abbiamo ancora ? “ “ Cibo e acqua per due giorni, ma non ...