AMNESIA
Data: 10/06/2019,
Categorie:
Etero
Autore: Browserfast
... un piede a terra si rende conto di quanto il suo corpo sia indolenzito. Il segno di un morso sulla schiena e uno sulla coscia, proprio sopra il tatuaggio con l�ancora, le natiche ancora rosse dagli schiaffi ricevuti, la bocca dolente per essere stata usata come una vagina. I capezzoli vermigli dopo essere stati pizzicati, morsi, quasi tirati via con i denti quando lei aveva temuto che lui potesse strapparle via il suo piercing da un momento all�altro, o addirittura tutta la mammella. Muoversi le fa male: i muscoli addominali e dell�interno coscia sono ancora contratti dopo essere stata piegata e spalancata con forza, schiacciata dal peso di lui, rivoltata e sballottata nel mezzo di tutti quegli orgasmi: sul letto, a novanta gradi sulla consolle, ripiegata su una poltrona. E a proposito di orgasmi, il suo utero è impregnato di sperma, la vagina è gonfia e infiammata, felice. Il suo ano uno spillo infuocato. Non riesce quasi a credere come quello stato dolente le possa comunicare un piacere così completo. Soddisfatto come i suoi desideri.E� questo dolore diffuso, questo piacere sparso che la sveglia completamente. Che la porta a ricordare ciò che è avvenuto solo poco fa.Si lascia andare sul letto e istintivamente porta una mano al sesso.Si ferma, rinuncia: non ce la posso fare.Meglio mettersi a cercare i vestiti sparpagliati per la camera: il maglione nero a collo alto finito sotto una sedia, la minigonna volata in un angolo, gli stivali rimbalzati qua e là, i fantasmini ...
... appallottolati ai piedi del letto.La ricerca si fa più faticosa quando si tratta di recuperare il mini body. Sara si agita, non può credere che sia sparito, arriva a ipotizzare che lui se lo sia portato via (�eppure non lo facevo così feticista�).Tira un sospiro di sollievo quando le vede spuntare da sotto la cartella di pelle in dotazione dall�albergo, ma chinandosi per prenderlo non può fare a meno di ricordare perché quella cartella sia planata lì per terra, insieme al telecomando del televisore. Era stato quando lui l�aveva trascinata via dal letto e l�aveva piegata su quella consolle riprendendo a sbatterla con violenza, e lei aveva gridato allargando le braccia e facendo precipitare a terra tutto ciò che aveva incontrato in quel movimento.Una contrazione ed una fitta al ventre. E� il risultato di questo flash improvviso.E poi la fotografia di come, diverse ore prima, fosse cominciato il loro incontro. Seduti al tavolino di un bar con i caffè e le brioche.Era stata troppo sfacciata a dirgli a me gli uomini in giacca e cravatta fanno sesso? No di certo. E poi lui lo sapeva.Forse un po� troppo veloce una volta saliti su in camera a liberarsi dal bacio per mettersi in ginocchio. Un po� troppo frenetica nello slacciargli la cintura e abbassargli i pantaloni. E addirittura troppo impaziente nell�accarezzare così poco quel cazzo che si andava indurendo sotto i boxer per liberarlo quasi subito e ingoiarlo fino a farselo crescere in bocca, a sporcarlo di rossetto guardandolo fisso ...