AMNESIA
Data: 10/06/2019,
Categorie:
Etero
Autore: Browserfast
... negli occhi, fino a sentirsi quasi soffocare mentre i peli del suo pube le facevano il solletico alla punta del naso.Chissenefrega, gli è piaciuto, si assolve.Ricorda bene quanto desiderasse così tanto un suo gesto, mentre gli faceva quel pompino. Tanto che quando lui le aveva posato la grande mano sulla nuca per spingerla a sé e piantarglielo fino in gola si era quasi sentita svenire dal piacere oltre che dalla mancanza d�ossigeno e dal conato.E per svenire certo era svenuta � o quel qualcosa di simile che chiamano la piccola morte � quando lui l�aveva scaraventata sul letto impedendole di completare la sua opera e l�aveva spogliata con furia e aveva iniziato a baciarla, leccarla, morderla ovunque. Fino a soffermarsi lì, sul sesso, per un tempo infinito. Mangiandola e succhiandola viva, scavandole il piacere con le dita nella vagina.L�aveva sentito risalire con la lingua e i denti e l�alito incollati alla sua pelle, dal basso in alto, sulla pancia, sul seno, sul collo e dentro l�orecchio. L�aveva visto stendersi accanto a lei mentre scossa dai brividi cercava di recuperare il respiro. Si era sentita stretta dal suo abbraccio, indagata dal suo sguardo.- Tu sei quella che non si piace? � le aveva chiesto con tono ironico.Era un complimento, ma aveva finito per infastidirla. Perché in realtà in quel momento Sara si sentiva molto bella.- Mai detto che non mi piaccio. Ho qualche imperfezione, ma non mi importa � aveva tagliato corto.Lui però aveva insistito.- C�è molta bellezza ...
... nelle imperfezioni, cosa vorresti che fosse diverso?- Ma nulla� le tette forse, sono troppo piccole. Anche se, magari, se avessi una quarta non la sopporterei. Adesso non te ne uscire con la storia della coppa di champagne.Lui le aveva sorriso, poi si era chinato a sfiorarle con le labbra un capezzolo.- Lo champagne ormai si beve nei flute. E comunque trovo che siano deliziose.- Mi hai fatto male prima, quando me li hai morsi. Pensavo me li staccassi.- Da come hai strillato mi è parso che ti piacesse � le aveva risposto lui fissandola negli occhi.E lei gli aveva cinto il collo con le braccia.- Scopami � gli aveva sussurrato � non mi hai ancora scopata.Sara adesso è seduta sul letto. Nuda, con il body ancora in mano. Si osserva nello specchio che le restituisce l�immagine al contrario dei suoi tatuaggi. E� sicura di averlo chiamato per nome, in quel momento. Ma proprio non riesce a ricordare.Si ricorda solo che, quasi sadicamente, lui era disceso ancora una volta con la testa tra le sue gambe riprendendo a mangiarla, tra le sue proteste, i suoi gemiti, il suo piacere caldo nel ventre. Che era diventato a un certo punto così forte che persino quando lei aveva ripreso a gridare �scopami� quella parola, quell�imperativo, era diventata la colonna sonora di un orgasmo che la faceva pulsare e contorcere, indurita nei capezzoli, devastata dai brividi, incapace di tenere le gambe ferme tanto che lui, per la prima volta, aveva dovuto farle sentire la sua forza e gliele aveva allargate ...