1. Il paradiso... all'inferno


    Data: 14/06/2019, Categorie: Etero Dominazione / BDSM Autore: iprimipassi

    ... suo corpo voluttuoso fasciato da un vestito scarlatto, in tinta col rossetto che le accendeva le labbra. Coi suoi folti capelli scuri raccolti in uno chignon dal quale solo qualche ciuffo ribelle era libero di ricaderle sul volto, accarezzandole le guance e contornando i suoi occhi scuri e profondi.Il pranzo era cominciato da poco, solo il primo giro di antipasti era stato portato in tavola. E Lara sembrava già un po� annoiata, seppur non ancora insofferente. Qualche morso al cibo, qualche chiacchiera di circostanza con i commensali. Poi, il suono di una notifica a farla trasalire d�improvviso.�Quel trucco e quell�abito ti donano davvero. Hai ottimi gusti, non c�è che dire. E sei molto bella, sebbene per questo dovrei complimentarmi col Fato e non con te�.Guardò per qualche istante il display, sorridendo e schernendo nella sua mente il possessore di quel numero a lei sconosciuto. Poi alzò gli occhi e percorse con essi la sala, provando a capire di chi potesse trattarsi. Ma nessuno incrociò il suo sguardo, nessuno sembrava interessato a lei. Decise di rispondere, per passare il tempo più che per un qualche reale interesse. �Mai visto un approccio peggiore di questo, devo ammettere che ti sei impegnato�, sentenziò.�E chi ti dice volessi approcciarti?�, fu la risposta pressoché immediata di un fantasma che Lara, pur guardandosi intorno incuriosita, non riusciva a scorgere.�Devo interpretarlo come un complimento fine a sé stesso?�.�No. Come una constatazione. Ho detto che ti ...
    ... trovo attraente, non ti ho mica invitata a uscire. Né a seguirmi in bagno�.Lara si accigliò nel leggere quelle parole. �Sei un bel cafone, sai? Mi hai già stufata, buona giornata�, digitò prima di posare stizzita lo smartphone sul tavolo.La risposta dell�interlocutore misterioso arrivò dopo diversi minuti. Suo malgrado, nel frattempo, più volte quella surreale conversazione tornò a far capolino nella mente della ragazza.�Lascia perdere il rosé, è pessimo. Prova quel rosso nella bottiglia vicino al tizio con gli occhiali, piuttosto�.Sgranò gli occhi, mentre nella sua mente vorticavano tutti gli insulti che avrebbe potuto rivolgere a chi c�era dall�altra parte di quello schermo. �Fatti i cazzi tuoi�, rispose soltanto. Eppure, la curiosità di assaggiare quel vino la tormentò finché non cedette. Lo versò con movimenti rapidi, furtivi, provando a non farsi vedere, quasi si sentisse in colpa per aver dato ascolto a quel fantasma.�Allora? Com�è?�, lesse non appena l�ebbe sorseggiato.�Senti, tutto questo è snervante. Ci tieni a parlare con me? Bene, alza il culo e vieni a presentarti. Così mi spieghi anche come diavolo fai ad avere il mio numero. Per ora non abbiamo altro da dirci�.�Potrei. Ma trovo intrigante questa situazione. E non mi va di banalizzarla venendo a stringerti la mano. Non subito, almeno. Pazienza, tornerò ad annoiarmi per il resto della giornata�.�Ecco, bravo. Mi hai presa per un videogame? Un passatempo? Ma sparisci, sfigato�.�Eppure, qualcosa mi dice che, se la cosa ...
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