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Genesi 3 - ode a silvia
Data: 04/10/2019, Categorie: Etero Autore: yakuba
... stato proprio uno stronzo e che non ci si comporta in quel modo. Ci rimasi male perché in fondo aveva ragione. Avevo permesso al mio testosterone di avere la meglio sul mio garbo. Finalmente riuscii a "prendere" la donna che volevo, Silvia. È triste a volte dover fare delle scelte. Ti piacciono delle persone ma c'è una persona al cui paragone tutto diventa sacrificabile. O forse non è sempre così ma si fanno delle scelte... e quando scegli di prendere qualcosa, decidi anche di non prendere qualcos'altro. Un fine settimana venne a trovarmi Silvia, atterrando nel pomeriggio. Andò a casa mia dove io non ero ancora tornato dal lavoro. Fu proprio A ad aprire. Mi riportò in seguito Silvia che chi le aveva aperto era stata inizialmente gentile e poi scontrosa e scortese. Silvia e io eravamo nell'immensa cucina/soggiorno e A ci osservava mentre io preparai una ottima cena, accesi una candela, offrii a Silvia un bicchiere di prosecco e degli stuzzichini. Rodeva e se ne andò a mangiare in camera sua. Una ragazza, stronza, si chiese cosa avesse A, cercando di mettere la pulce all'orecchio di Silvia che neanche la degnò di attenzione. Dopo la cena Silvia e io prendemmo la bottiglia di prosecco, senza bicchieri e andammo in camera. Per la particolare conformazione della casa, dalla mia finestra si vedeva la camera di A e viceversa. Decisi di non chiudere le tende. Non sono un esibizionista, sono discreto eppure per qualche ragione, a volte mi eccita sapere che c'è un piccolo ...
... pubblico e sul quale io ho una forma di interesse ad esibirmi. Altrimenti preferisco assolutamente non essere visto. Cominciai a baciare Silvia appassionatamente. Lei faceva lo stesso. Le nostre labbra si univano mentre le nostre teste ogni tanto ondeggiavano. Ci leccavamo la faccia, le orecchie, il collo, ci mordevamo dolcemente, ci leccavamo le palpebre, ci toccavamo e ci soffermavamo pochissimo sull'altrui sesso. La presi in braccio e lei mi strinse con le sue gambe. La posai a terra ma decise di prendere il controllo. Mi spogliò tutto. Prendeva il mio pene e lo portava verso il basso per poi lasciarlo e con "effetto elastico" farlo tornare verso l'alto. Già ero al limite. Poi mi spinse sul letto e fece uno strip-tease. Era veramente bellissima. A non poteva certo competere con la sua bellezza e il col suo fisico. E penso che A avesse qualche complesso da quando l'aveva vista. Vola il maglioncino, leva le scarpe, mi mette un piede sul pene, rimanendo in equilibrio come una statua e alterna carezze col piede a schiacciamenti che mi fanno anche male. Mi guarda con occhi di sfida facendomi male, quasi a volermi dominare e questo mi carica. Silvia si gira, io mi giro verso la finestra e vedo occhi puntati verso di me.... Silvia prese la bottiglia e un sorso di prosecco. Lo tenne in bocca e venne a succhiarmi il pene; non so descrivere la sensazione: sul pene caldo e duro di un liquido freddo e poi l'alcol a contatto col glande creò un bruciore fortissimo. Silvia se ne accorse e ...