In trasferta
Data: 30/10/2019,
Categorie:
Sensazioni
Etero
Autore: LaCagna
... di me stessero osservando il mio culo ondeggiare allegramente ad ogni buca. Questo pensiero mi mandò in estasi, provocando quasi una sorta di orgasmo che non so come riuscii a frenare. Strinsi i denti e andai avanti, sbagliando clamorosamente strada e allungando il percorso di svariati chilometri. Con la compagnia che portavo a spasso finsi di avere scelto un percorso alternativo perché mi sembravano molto in gamba quanto a esercizio fisico, e poi perché volevo giocare sul fattore sorpresa.Al termine della nostra escursione, dopo mille complimenti sulla mia forma fisica, ritornammo tutti verso il posto dove avevamo noleggiato le biciclette per riprendere il pullman che ci avrebbe portato al luogo del pranzo: dopodichè la mia giornata si sarebbe finalmente conclusa.Avevo deciso che non avrei cambiato lo slip, nemmeno dopo la doccia: volevo che quell�odore di femmina mi entrasse sotto la pelle ed ero fermamente convinta che anche tutti i presenti cominciassero a percepirlo. Non so se fosse solo una mia impressione, ma mi sembrava che più passavano le ore, più gli occhi della compagnia maschile fossero rivolti a me.Dopo una doccia veloce e un cambio d�abito (per gli altri, ma non proprio per me visto che non ne avevo a disposizione, ci riunimmo nuovamente per il pranzo e lì il clima iniziò a rilassarsi parecchio. Iniziarono le prime avances da parte dei presenti, fino ad un inevitabile invito per un aperitivo prima e per una cena poi. Inutile dire che la cosa mi ...
... lusingava parecchio, eppure dovevo comunque mantenere un aspetto professionale: erano pur sempre clienti.La sera li raggiunsi in centro, al termine del loro aperitivo: soprattutto uno di loro doveva avere bevuto parecchio perché, salutandomi, mi mise una mano sul culo, senza troppi complimenti. Dentro di me avvampai all�istante, ma non potevo certo darglielo a vedere. Fra le mie gambe ero un vero lago di umori e di desiderio e le avances che il tipo continuava a rivolgermi di certo non rendevano la situazione più facile. Mi fece strada per entrare al ristorante e io, volendo provare a fare la brillante, dissi� �non c�è bisogno che mi reggi la porta� So farlo da me�. E lui, con un sorriso candido di malizia, aggiunse semplicemente: �allora vuoi forse reggere altro?�. Le gambe mi tremavano: sapevo dove voleva andare a parare e io desideravo portarcelo, arrivare fino al limite e capire quanto oltre si sarebbe spinto. Mi sentivo eccitata, una cagna in calore pronta a esplodere di piacere.A cena ci sedemmo uno di fronte all�altro e per tutta la sera lui tentò un approccio. Con le mani e con i piedi, tentando di risalire lungo le mie cosce, fino alla mia parte più intima e nascosta. Se solo si fosse reso conto di quanto mi stava eccitando tutta quella situazione! Quando fu l�ora di andare mi alzai per pagare la cena alla compagnia e lui si avvicinò a me e, posando sempre la sua mano sul mio sedere, mi disse: �qual è il prezzo?� e io �della cena?� e lui �no, il tuo prezzo�.Io ...