1. La nascita di marta


    Data: 04/11/2019, Categorie: Trans Autore: Marta-trav, Fonte: Annunci69

    Avrò avuto dieci anni. Si chiamava Elena. Era la mamma di una mia compagna di classe delle elementari. Veniva spesso a trovare mia madre. Erano diventate amiche. Avrà avuto circa quarant’anni. Non aveva un viso particolarmente bello. Non mi colpiva per gli occhi o per la bocca. Intendiamoci, era una bella donna. Ma come tante altre. Niente di speciale. Però sapeva colpirmi (più che altro turbarmi) per come vestiva.
    
    Nulla di particolarmente vistoso. Ma indossava sempre gonne (mai pantaloni) e, soprattutto, indossava sempre scarpe con il tacco. E, se d’inverno non ci facevo particolarmente caso, d’estate Elena turbava le mie giornate. Indossava sempre sandali con il tacco alto. Sarà stato sette o otto centimetri. Anche dieci, in alcuni casi. E a me faceva impazzire. Aveva sempre lo smalto rosso sulle dita dei piedi.
    
    Si fermava a chiacchierare con mia madre sul balcone ed io, nella penombra dell’ingresso di casa, mi sedevo sul pavimento, mi calavo i pantaloni e le mutande e, stando ben attento a non essere visto, fissavo quei piedi e quelle scarpe, che distavano da me pochi metri, ed immaginavo di baciare e di leccare quei piedi. Di farmi masturbare da quei piedi. Di annusarli. E poi cominciavo a masturbarmi veramente.
    
    Attribuisco ad Elena il merito di aver saputo svegliare, peraltro inconsapevolmente, la mia parte femminile. All’epoca avevo lo stesso numero di scarpe di mia madre. Il trentotto. Quindi, appena rimanevo solo in casa, cominciavo la mia trasformazione. Mi spogliavo completamente ed indossavo le scarpe con il tacco di mia madre. Camminavo per casa e sculettavo. Immaginavo di essere Elena. Il pene, seppur ancora piccolo, era già in tiro. Bastava poco e venivo. Qualche volta anche senza masturbarmi.
    
    Da quel periodo della mia vita ho iniziato ad osservare con un’attenzione diversa le donne. Nel senso che non guardavo le tette o il culo, come invece facevano i miei compagni di scuola. No. Io guardavo i piedi. E li guardo tuttora. E’ la prima cosa che guardo in una donna. Per questo non vedo l’ora che arrivi la primavera. Perché le donne cominciano ad indossare le scarpe aperte. Con il tacco. Ed a me verrebbe voglia di fare come loro. Ma, purtroppo, non posso.
    
    Qualche anno fa mi è capitato di andare a fare un corso di aggiornamento in una città della Lombardia. Era febbraio. E, passeggiando per il centro, un pomeriggio ho visto due strafighe biondissime che facevano shopping. Ed erano in sandali. Tacco 12. Con i piedi fasciati in collant velatissimi. Color carne. Non ho saputo resistere. Sono entrato in un bar. Ho preso il solito caffè prima di chiedere dove fosse la toilette ed, una volta raggiunta, mi sono masturbato immaginando di essere io al posto di una di quelle due. Di indossarle io quelle scarpe. Sono venuto dopo meno di un minuto.
    
    Ma torniamo ai miei turbamenti adolescenziali.
    
    Crescendo, i miei hanno iniziato a darmi sempre più spazio. Come era giusto che fosse.
    
    Spesso, il fine settimana, andavano in una ...
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