1. L'Elementalista ( 4 di 8 )


    Data: 22/11/2019, Categorie: pulp, Autore: Hermann Morr

    IV Circa un mese dopo l'incontro con l'Ondina, Milo Gladi uscì dal suo appartamento situato nell'equivalente di Borgo delle Grazie e scese le scale. Aveva una polo grigio chiaro, pantaloni corti nuovi, calzettoni bianchi di spugna e scarpe estive da montagna. Nella solita borsa erano custoditi occhiali scuri, un mangianastri anni settanta a batteria, una bottiglia di the freddo e un impermeabile da gita. Era mattino, ma quella specie di osteria a pianterreno, al posto del garage, aveva la solita penombra causata dai neon rossi. Come al solito passò lungo il bancone ignorato dal barista e uscì in strada. Davanti a lui stava il palazzo dell'amministrazione comunale, sospeso su piloni cilindrici, lisci, lucidi, circondato da un prato, simile a quei disegni di città ideali influenzati dal futurismo. Attraversò la strada, passò sotto il palazzo, dietro c'era un parcheggio non asfaltato, delimitato da Borgo Tanzi e Via Farnese. Dopo l'angolo con il borgo, Via Farnese prosegue attraverso un'arcata tra due case, nel mondo materiale sarebbe passata tra l'argine e il Parco Ducale con una leggera salita fino al ponte Verdi. In quell'altro mondo invece la salita era molto più pronunciata perchè strada e parco si arrampicavano sulle pendici di una montagna. Più in alto la strada terminava in un largo piazzale. A destra c'era un albergo, costruzione larga con tetto spiovente, girandosi indietro poteva vedere i tetti della città sotto di lui, dagli altri due lati partivano sentieri tra gli ...
    ... alberi che si perdevano tra le curve del monte. Non era solo, c'era una quantità di gente vestita in modo simile al suo che andava e veniva, comitive, autobus parcheggiati. Prese un cappuccino nel bar dell'albergo giusto per poter dire di esserci stato anche da sveglio. Infine si avviò per il sentiero che portava alla cima tra la folla di gitanti, però appena possibile tagliò tra gli alberi in cerca di un posto più adatto al suo scopo. Doveva essere appartato, in alto, possibilmente con del vento. Lo trovò a due terzi del monte, un prato inclinato, erba bassa, ottima vista, niente ortiche. Si stese e mise gli occhiali scuri per proteggersi dal sole d'agosto, ormai vicino a mezzogiorno. Aveva dimenticato la crema protettiva. Tirò fuori dalla borsa il mangianastri e lo fece partire, le note della Follia di Vitali si dispersero nel vento. L'ultima volta c' erano voluti quattro giorni di appostamento, ma ora si trovava più vicino all'origine, contava di fare tutto in giornata. Sollevò gli occhiali per guardare le nuvole. " Si vede lontano un chilometro che quella è un'esca, sai ? Sono venuta solo per dirti di spegnere sta lagna. " Aveva dovuto aspettare meno di un'ora, meglio del previsto. Quasi tutta la gente che si incontra nel mondo degli archetipi fa parte del paesaggio, sono ombre, sono le comparse del teatro dei sogni. Gli abitanti veri sono pochi e difficili da trovare. Si alzò, quella che aveva parlato dietro di lui era una donna alta, bionda con i capelli legati a coda ...
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