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Doppia vita
Data: 29/11/2019, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: ale_
... sempre guidata dalla mia fottutissima convinzione di essere la migliore, la più bella, la più disponibile, la più... cretina, la più stronza. Ecco! Un 47enne offriva mezzo stipendio per un pomeriggio in albergo con una studentessa. Inviai nome, età e num per whatsapp. Nei dieci minuti di attesa ero più nervosa che prima degli esami e sussultai quando mi arrivò il messaggio. 'Ciao, sei libera qs pomeriggio? Non sei una professionista, vero?' 'Sì, oggi posso. Puoi non credermi, ma qs è la prima volta che rispondo.' 'Ok.' Ovviamente non ci credeva. 'Mi mandi una foto?' Mi ero preparata: avevo già pronte un paio di foto in bikini dell'estate appena passata, in Sardegna, con il volto cancellato e ne aggiunsi una scattata sul momento, davanti allo specchio, col viso nascosto dai capelli... 'Sei davvero bella... cosa fai? Hai letto bene annuncio?' 'Grz. Sì, ho letto.' 'Scusa se insisto. Ma cerco una vera fidanzatina... anche baci e... dietro.' Come cazzo gli dovevo rispondere? Mi pareva ridicolo chiamarlo tesoro e non sapevo come m'avrebbe giudicata se gli dicevo chiaro e tondo che lo prendevo in culo. Stavo perdendo troppo tempo. 'Ok, chiamami e ti dico.' L'incontro era per le 14:30 in un supermercato, zona piazza N***. Un casino arrivarci. Non mangiai nemmeno per la tensione. Mi preparai con cura, ispezionandomi attentamente davanti allo specchio e scelsi di vestirmi come al solito: jeans attillati e maglietta, lucidalabbra e occhiali scuri (come la studentessa che cercava). Ci ...
... arrivai con il ritardo d'obbligo di dieci minuti. Il tipo sapeva il fatto suo: la scelta del supermercato era azzeccata, nessuno poteva notare i nostri movimenti. Mi guidò al cellulare tra gli scaffali fino al reparto vini. Un bel tipo davvero, giovanile ed atletico, con gli occhi chiari sul viso abbronzato. Una sfiga pazzesca! Chiunque altro mi sarebbe sembrato un vecchio viscido e bavoso... con lui, invece, lo so è assurdo, ma è come se fosse scoccata la maledetta scintilla: non so, qualcosa in lui mi attraeva. 'Sei davvero una figa pazzesca!... Allora, ti va?' Qui feci una cosa d'istinto, che lasciò spiazzata anche me. Inclinai il capo e gli offrii la bocca per un bacio. Cazzo! Tutto troppo perfetto: non era nemmeno un fumatore. Prese una bottiglia di whisky invecchiato e mi spinse verso le casse. Parlava sottovoce; l'albergo è a cinquanta metri, tranquilla, un posto tranquillo, facciamo una cosa in tutta tranquillità. Ma era agitato e sudato. Ci giocai da vera stronza. In coda dietro i carrelli gli palpai l'erezione. 'Mmm... è grosso.' Gli sussurrai. 'Non qui!' Ma mi sfiorò le chiappe. 'Mi farà male dietro.' mormorai mentre pagava. Lo avevo fatto incazzare; mi trascinò tenendomi per il braccio e una volta fuori mi si fermò di fronte, a dieci centimetri, stringendomi forte il muscolo: 'Non fare la stronza... io quel culetto te lo rompo davvero.' Ebbi paura, un brivido che mi tolse le forze. Fu come se cedessi del tutto, come se sprofondassi. 'Scusa.' Abbassai lo sguardo. ...