1. Doppia vita


    Data: 29/11/2019, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: ale_

    ... Rise forte, invitandomi a camminare al suo fianco. Ero diventata improvvisamente timida e nella reception dell'albergo rimasi stretta a lui. La bottiglia era per il direttore. Il mio uomo era di casa lì, conosceva per nome anche il portiere. Erano in due dietro il bancone che, mentre si compilava la scheda, mi valutavano attentamente. Con un sorriso il direttore mi disse che non era necessario il mio documento e mi passò il suo biglietto da visita, chissà magari ero interessata ad una collaborazione. Dopo un attimo di sorpresa il mio uomo rise: 'Sì sì, è davvero bella e tu Alessia ricordati: con Clemente vai sul sicuro, niente rischi. Puoi star tranquilla!' Infilai il biglietto nella tasca dietro mormorando uno stupido ok grazie, che autorizzò il sempre sorridente direttore a fare una battuta infelice. 'Ne parliamo dopo allora... adesso Michele vuole farsi una bella scopata!' 'Ahahah, me l'ha fatto diventare di marmo!' Mi sentii meno di una merda. Era come se fossi nuda sotto i loro sguardi. Una sensazione mai provata prima. Ma capii che questo gioco eccitava moltissimo il mio uomo e feci per portarlo via: 'Dai Michele, andiamo, ho voglia anch'io.' Mi guardarono come un'aliena. 'Ecco!' Contò i biglietti da cento e, dopo avermi girata per mostrarmi meglio, me li infilò piegati in due in tasca, come avevo appena fatto io. Risvegliò così il mio lato esibizionista e venne fuori la mia stronzaggine: irrigidii bene le cosce e tesi le chiappe, fasciate nei jeans stretti. Voi ...
    ... ve lo sognate un culo così, pensai, ci farete solo seghe. Lo scapaccione sonoro, ben centrato, m'inorgoglì ancora di più. 'Cazzo che troia.' 'Non hai mai portato una figa così.' 'Questa me la scopo per ore.' 'Chiama se ti serve aiuto.' 'A questa non basta un cazzo solo!' Fortuna volle che si aprì l'ascensore, da cui uscì una coppia anziana. Attendemmo un attimo e ci entrammo noi. Tutti erano tornati impassibili. Vissi quelle ore come in un sogno: non ero io, ero davvero la sua fidanzata. Già in ascensore mi cercava i seni sotto la maglia, baciandomi al collo, ma una volta in camera si fermò imbarazzato. Aveva in mano un blister di pasticche azzurre. 'Ma non ne hai bisogno!', risi. 'No no, così è fantastico!' Gliele presi di mano, ne estrassi una e me la appoggiai sulla lingua per poi passargliela con un bacio. Era in trance. Scivolai sfregando il volto sulla sua camiciai, slacciai la cintura e glielo tirai fuori a fatica, tanto era compresso. Tutto troppo perfetto! Sapeva di pulito e aveva di che vantarsi con gli amici. Non finsi troppo, ero davvero meravigliata. 'Ti scoppierà col viagra!', risi. Lo spinsi facendolo cadere seduto sul letto e mi levai la maglietta, in piedi di fronte a lui. Mi fece cenno di avvicinarmi, voleva slacciarmi lui i jeans. Improvvisamente non aveva più fretta: lo fece lentamente, alternando ogni movimento con un bacio attorno all'ombelico. Ero eccitata anch'io. 'Brava, sei davvero depilata, come piace a me.' Ci giocò con le dita, stuzzicandomi ...