1. Peomettimi di farlo tu


    Data: 10/12/2019, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: Nonna Fede

    ... Vita con il suo Michele, da anziani nonni, telefonate quotidiane ai figli, visite agli amici e così via. Rapporti intimi sempre rari e fugaci, come in una vita era successo, ma in quei momenti la mente di lei si accendeva di ricordi delle esperienze, alimentando la voglia di piacere per spegnersi però di nuovo sempre troppo in fretta. E' così che una settimana dopo, di ritorno dalla visita ad un'amica, mentre il bus passava nella via dove abitava Paride e di cui lei aveva visto il cognome sul biglietto da visita in macchina aspettandolo mentre lui saliva a casa sua a prendere delle carte, l'istinto l'ha portata a scendere dal mezzo, avviarsi verso la palazzina e cercare il cognome sui citofoni, premere e al – chi è-, rispondere: - sono Federica-. La voce gracchiante di Paride al citofono: - ad essere sincero, pensavo ci mettessi meno tempo a farti viva. Sali, secondo piano-. Mentre facevano di tutto, lei gli ha detto di aver conosciuto un certo Franco in ospedale. Allora lui: - sarà qui domani pomeriggio verso le 16.00-. Sapeva . Sapeva di sicuro tutto. Poi lui ha aggiunto; - sono sicurissimo che ci sarai anche tu. Lei non ha risposto facendo un gesto come molto infastidita L'indomani, alle 15,55, Federica stava premendo il citofono sotto casa di Paride. Federica non c'è più. Enorme perdita, sopratutto per quella fetta di popolo maschile ma non solo, che sa bene che la sessualità non è sempre legata alla delicatezza e al romanticismo, ma a volte, il puro sesso, l'istinto, il ...
    ... bisogno di sfogare le voglie hanno il sopravvento su tutto. Non la conoscevo bene, amica di amici in una gita fuori porta , in campagna con pranzo e visita al nuraghe. Scambio di numero di cellulare e dopo una settimana, dieci giorni circa ad uno squillo del telefono mi compare il suo nome; - ciao, ti va di venire a casa nostra? Così potete discutere con mia figlia di eventuali progetti di lavoro, visto che le vostre professioni sono non le stesse ma molto vicine e alla fine, mentre mi riaccompagnava alla macchine le è squillato il telefonino, ha risposto ed è sbiancata, pallida come un cadavere si è sostenuta a me per non cadere e il volto le si è scurito quasi in pianto. ti va di parlare-? Lei, un po' titubante. - si-. Ha avvisato in casa che mi avrebbe accompagnato da una sua amica che aveva un problema con il figlio e che ci saremmo trattenuti lì un po' di tempo. Il lungo giro in macchina è servito perché mi spiegasse tutto nei dettagli. Alla fine mi ha fatto promettere che se non ci fosse riuscita lei, avrei io dato un seguito al suo racconto “Federica e le sue amiche”. Alla mia domanda – perché-? E perché io?- la sua risposta mi ha colpito: -perché non sei di famiglia e della cerchia. Non posso permettermi di ammettere che non ho denunciato perché provo piacere. E in più, ha proseguito, la paura che chi in quel momento mi sta vicino, sappia perché leggendo ha capito che sono io, mentre non so che lui/lei sa e che da un momento all'altro possa farmi sentire senza via di ...