1. Peomettimi di farlo tu


    Data: 10/12/2019, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: Nonna Fede

    ... veranda si è accorta che due piantine dei vasi che affiancavano il portoncino erano un po' troppo inclinate, forse segno del passaggio di qualche animale. Nell'accovacciarsi per risistemarle ha sentito gli altri tre ragazzi, i due ventunenni e il sedicenne parlare con volume di voce che le permetteva di capire distintamente che i tre stavano apprezzando le qualità di alcune donne, madri di famiglia, mogli, alcune anche ottime professioniste, appartenenti proprio al loro stesso gruppo in parrocchia. Non potevano vederla, la stuoia in canne che chiudeva l'arco la riparava, si è trattenuta lì. I tre oltre a spettegolare su presunte avventure delle loro “eroine”, delle quali pare si parlasse in paese e zona e di cui si messaggiava in alcune chat alle quali partecipava anche qualche uomo che diceva di essere stato proprio con alcune di loro e di essersele -sbattute alla grande-, commentavano sul fatto che quelle donne, sposate, sistemate affettivamente e considerate assolutamente inattaccabili, inespugnabili e non coinvolgibili in situazioni compromettenti, fossero anche per questo motivo fonte di fortissima eccitazione sessuale e Federica aveva imparato a sue spese che per alcuni maschi depravati è proprio così. Poi la voce inconfondibile di Mirko il sedicenne : - sentite un po'. Maaa …........... - uno degli altri due: - ma, cosa?- ancora il sedicenne : - a questa? Samuele: - a questa chi? Ma parli della padrona di casa? Ma tu sei davvero malato! E' vecchia! Sempre il ...
    ... sedicenne; - malato io? Perché, credi che le altre siano molto più giovani? A parte che questa, comunque si tiene bene e non puoi negarlo, poi, comunque perché no, una sgroppata con lei me la farei eccome! Matteo: - beh, in effetti a pensarci bene anche a me non dispiace, ogni volta che mi si siede vicino, mi viene la tentazione di metterle la mano sulla coscia e mi farei cavalcare volentieri da lei. Ahahah (risata). Per Federica si stava ripetendo la scena che aveva vissuto ormai un bel po' di anni prima, quella in cui andando in cantina dagli operai li aveva sentiti dire le stesse cose che oggi dicevano quei ragazzi, con parole un po' diverse, ma la sostanza era quella. Stavolta, però, facendosi coraggio che nella maniera più assoluta non credeva di possedere, ma comunque decisissima a troncare sul nascere questa situazione anche visto che non essendo riuscita a gestire le precedenti situazioni che poi l'avevano travolta, facendo finta che stava uscendo di casa in quel momento e facendo sentire ai ragazzi che qualcuno stava arrivando da loro, è scesa per la scalinata raggiungendoli per invitarli a salire in casa e finire il dolce che era rimasto. I nipoti erano ancora dentro casa, quindi aveva di fronte i due ventunenni e il sedicenne. Ragazzi, un'altra cosa, lei ha continuato; - vi ho sentiti, ero in veranda quando stavate dicendo quelle stupidaggini su signore che voi conoscete benissimo e che dovreste difendere. Appartengono al nostro gruppo, e per “nostro” intendo proprio di ...
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