-
Vacanza in sicilia: abusati da un vecchio guardiano
Data: 10/12/2019, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: LaCavalla
... mano. Capendo dove voleva andare a parare, carezzandogli la guancia, gli ho detto: ma amore, hai visto che sguardo inquietante che ha e che aspetto trasandato? Così rozzo; e lui: mmm... però l'hai guardato bene...; io: come non potevo, mi si è appiccicato dietro e mi seguiva come un'ombra. Carlo sorridendo allungò la mano tra le mie cosce e infilando due dita dentro gli short, mi origliò: però ti ha fatta bagnare tutta, evidentemente non ti dispiace così tanto quel bestione; ricambiando il sorriso e avvicinandomi al suo orecchio, dopo averlo accarezzato nelle parti intime e aver notato la sua erezione, ho risposto: nemmeno a te, visto con quanta attenzione hai notato e descritto il suo pacco... Dopo questo momento di intimità, abbiamo continuato nella nostra visita al parco fino a giungere a una caletta dove abbiamo sostato per prendere un po’ di sole, per un bagno ristoratore e anche per cercare di calmare un po’ i bollenti spiriti di mio marito che ogni tanto lanciava qualche frecciatina o faceva qualche battutina allusiva sul guardiano. Erano passate le cinque del pomeriggio quando ci siamo resi conto che avevamo finito le riserva di acqua e visto che faceva ancora molto caldo, decidemmo di incamminarci sulla via del ritorno per non rischiare di rimanere disidratati, considerando anche che ci eravamo addentrati nella riserva per circa sei chilometri e che l'ora della chiusura era ormai prossima. Arrivammo alla casina dove prima c'era il guardiano e ...
... vedemmo che la porta della stanza delle esposizioni era chiusa, facemmo il giro del piccolo fabbricato da dove proveniva della musica, si sentivano dei canti popolari, e notammo sul retro una porta aperta, ci affacciamo e dentro c'era quell'uomo di prima stravaccato a gambe aperte su di una sedia, la camicia completamente sbottonata che metteva in mostra il suo petto villosissimo, una bottiglia di vino bianco ghiacciata sul tavolo e nella mano sinistra teneva un grosso sigaro che stava fumando. Appena mi vide, nel suo forte accento siculo, mi chiese come poteva aiutarci. Gli dissi che avevamo finito l'acqua e se era così gentile di offrircene un po'. Ci fece cenno di bere il suo vino fresco, perché non aveva altro. Mio marito gli chiese un bicchiere ma lui rispose che se voleva dissetarsi doveva attaccarsi alla bottiglia perché lì non c’erano bicchieri. Carlo non se lo fece ripetere e bevve sottolineando che, anche se non reggevamo molto il vino, era sempre meglio brilli che morti di sete. Dopo essersi dissetato, Carlo cedette di nuovo la bottiglia all'uomo che me la girò per farmi bere a mia volta e mentre lo facevo mi fece sedere al tavolo vicino a lui, tirò fuori del pane cunzato, dicendomi che mangiando un po' di quello sarebbe sceso meglio il vinello, nel frattempo Carlo si era seduto sulla panca dal lato opposto a dove stavo io e aveva cominciato a parlare, a fare le presentazioni, a chiedere informazioni sulla riserva alle quali Tano, così aveva detto di ...