1. Matilde 01-06 - cena e dopocena


    Data: 11/12/2019, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Alex46

    ... Debra aveva ragione, sembra fatto per me. Sento il cazzo che mi entra fino in fondo, pochi sanno scopare così dolcemente ma anche con forza. Io lo assecondo, gli faccio sentire quanto sia per me dirompente averlo accolto: nello stesso tempo però cerco di non farlo più sensitivo di quello che è, vorrei che questa scopata durasse ore. Poi però arriva il momento in cui non vedo e non capisco più nulla. Comincio a godere in modo continuo, un orgasmo multiplo come da tempo non provavo, dopo un’intera giornata di venute senza risparmio. Mi sembra di essere una dea del sesso, una troia babilonica, l’amante perfetta. E intanto mormore parole sconnesse, mescolate ai rantoli dell’orgasmo, sospirando con una voce che non è più la mia.
    
    Mi sento sua nel modo più totale, e quando lo sento accelerare in vista della sua sborrata, allora non controllo neanche più una figa che vuol prendere il sopravvento finale e vuol fare sborrare l’uomo come un cammello. Mi avvinghio, mordicchio, stringo le gambe sul suo culo, mi sembra di avere una figa che fa da pompa, e urlo, urlo selvaggiamente, incurante di tutto: - Debra, vengo ancora, questa volta con lui, vengo con tuo marito e tu sei qui a guardarmi e a masturbarti. Questo è tuo marito e mi sta chiavando... Vengo, vengo, ooh, sììì, sììì.
    
    Mi riprendo dopo parecchi minuti. Michele ha ancora il cazzo dentro di me, fermo, immobile e distrutto. Debra è vicina alle mie orecchie e mi sussurra: - Nessuno di voi bastardi ha visto la goduta che mi sono fatta! In compenso ho visto voi, sembravate due animali. Quest’uomo è mio, Matilde, ma se vuoi è anche tuo. Vorrei che tu lo amassi come lo amo io. Non ha solo il cazzo splendido, vedrai, è anche un uomo di quelli veri. Io non saprei come fare senza di lui.
    
    Michele guarda e ascolta, io non ho forze per rispondere nulla, ho appena fatto la scoperta più bella della mia vita e non so che dire del fatto che mi venga offerto Michele su un piatto d’oro.
    
    (continua).
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