1. La palestra


    Data: 15/12/2019, Categorie: Etero Autore: jojo

    Erano le 8 del mattino ed io ero già sul tapis roulant. Quattro km virtuali di corsa. Era la solita mattinata di quando non sono di turno al lavoro: sveglia alle 5.45, doppio caffè macchiato freddo e poi dritta in bagno con la sigaretta accesa. Si sa, caffeina e tabacco sono un connubio perfetto per chi ha bisogno di sedersi una buona mezzora sulla tazza. Il suono ripetuto della sveglia delle mie ragazze,mi avvisa che sono già le 6.30 e che, come al solito, non l’hanno sentita o non l’hanno voluta sentire.Allora mi affretto a chiamarle,poi torno in bagno e finisco di prepararmi. Arianna e Sara sono talmente lente nel far tutto di prima mattina, che ogni minuto in casa prima delle 7.20,orario in cui arriva l’autobus che le porta a scuola,è accompagnato da tanti:”Dai!Vi muovete!” che escono dalla mia bocca o da quella del mio compagno,Valerio.Eh sì,sant’uomo Valerio.Mio ragazzo da quasi 10 anni,si è preso a carico me e le mie figlie, quando frequentavano ancora il nido ed io mi ero appena separata da quello psicopatico del loro padre.Mi amava tantissimo,su questo non avevo dubbi. Fare sport non mi piaceva più,o almeno è quello che mi ripetevo in testa da ormai troppi anni.Ero stata una campionessa di ginnastica artistica a livello nazionale,trascorrendo l’intera infanzia e adolescenza chiusa in palestra,tra rinunce e costrizioni.Quando smisi ne avevo abbastanza.La mia pigrizia mi aveva portato a non fare più alcun tipo di attività fisica e probabilmente avrei continuato così ...
    ... per molto tempo.Fu Valerio,dopo tanti vani tentativi,a convincermi a frequentare la palestra dove lui praticava pugilato.E ricominciando a fare sport,mi resi conto che in realtà ne avevo bisogno come l’aria.Iniziai a seguire vari corsi e,nonostante l’iniziale affaticamento polmonare(ero una accanita fumatrice)e fisico(da tanti anni ormai il mio unico movimento era dietro al bancone del bar dove lavoravo),riuscii in breve tempo a riacquistare fiato e una discreta muscolatura.Mi ero prefissata l’obiettivo di andare in palestra almeno tre volte a settimana e,quando non riuscivo per motivi di lavoro o familiari,sentivo che mi mancava qualcosa. Quel giovedì mattina in palestra non c’erano i corsi che frequentavo di solito.Per cui decisi di salire sul tapis roulant.Correre mi permetteva di scaricare tutte le tensioni accumulate durante i giorni cosiddetti “normali”,contraddistinti da obblighi di lavoro non solo al bar ma anche in casa. Non ero mai andata in palestra così presto,e pensai che non ci fosse nessuno ad allenarsi.Mi trovai infatti sola dentro quella stanza piena di attrezzi,e la cosa non mi dispiaceva affatto.Iniziai camminando a passo veloce canticchiando in testa la musica che ascoltavo dagli auricolari collegati al telefono.Dopo 2 minuti di camminata,aumentai la velocità e iniziai a correre.Erano passati 10 minuti e,tra un sorso d’acqua ed una soffiata al naso,iniziai finalmente a scaldarmi e sudare.Aumentai la velocità anche se i muscoli delle gambe,soprattutto i ...
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