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Finalmente !
Data: 15/12/2019, Categorie: Gay / Bisex Autore: nh-paul
... stare attento. Il film comincia. Non è male, meglio di come credevo. Fa davvero paura, ridacchiamo un po’ tutti e due, mentre sgranocchiamo popcorn e ci lasciamo spaventare dalle immagini. Dopo tutto non sono passati tanti anni da quando ce la saremmo fatta nei pantaloni per quello che stiamo vedendo. Neppure dieci minuti dopo, però, faccio una cosa. Non so perché, ma mi è già capitato di farlo quando ho accanto qualcuno che mi piace davvero. Muovo la gamba e sfioro la sua. Niente di particolare, un movimento spontaneo, come per cercare il suo calore, la presenza di questo ragazzo accanto a me. Sono alla sua sinistra e muovo la gamba destra fino ad affiancarla alla sua. Non ci tocchiamo neppure. Se avessimo i pantaloncini i nostri peluzzi si sfiorerebbero, ma così si accarezzano le stoffe dei nostri jeans. Insomma non è che l’abbia proprio toccato. E, per quello che deve parergli, è stato un movimento istintivo. Lui però fa lo stesso movimento. Proprio uguale. Tanto che abbiamo le stesse probabilità di pensare ad una coincidenza. Con il cuore in subbuglio e senza più badare al film, mi dico che devo assolutamente riprovarci, capire, essere sicuro. So che se non lo faccio, mi farò le seghe per tutta la vita. E se proprio è una combinazione, si allontanerà. Sposto la gamba e stavolta gliel’appoggiò contro. Lui fa lo stesso con me. È allora che capisco che mi sta toccando di proposito. Dio, ti prego, fa che sia così! Mi muovo ancora e accosto il ...
... mio piede al suo. Le nostre gambe sono perfettamente allineate e accade un’altra cosa incredibile. Si sta spostando, solleva la gamba e l’appoggia sulla mia. La parte inferiore della sua coscia è proprio sulla parte superiore della mia. Sento tutto il suo peso. Mi pare di morire dalla gioia. Ma ancora non so se davvero quello che stiamo facendo può significare quello che io credo. Capisco che anche lui deve essere incerto, indeciso. Senza togliere gli occhi dallo schermo, su cui si proietta non so più cosa, gli poso una mano sul ginocchio, mentre lui sta già accarezzandomi la coscia, pericolosamente vicino al mio uccello. così vicino che sto per bagnarmi. “Credo che noi due dobbiamo parlare di qualcosa…” dice, mentre continua a toccarmi la coscia. Anch’io l’accarezzo e mi sposto più su. Ma solo un poco. “Usciamo di qua… vuoi?” mi chiede ed io gli faccio di si con la testa. Dov’è finita la mia lingua? Quando siamo fuori, non so se è giorno o è notte. “Andiamo a casa mia…” dico, riuscendo finalmente ad articolare qualche parola “non dovrebbe esserci nessuno!” “Si… andiamo…” riesce a dire lui che è emozionato quanto me. Corriamo, più che camminare. Da un’occhiata discreta scopro che ce l’ha duro. Lo ispeziono un’altra volta, proprio mentre lui mi guarda negli occhi. Scoppiamo a ridere. Arriviamo a casa. Spalanco la porta e urlo: “Sono io… sono a casa!” Fortunatamente nessuna risposta. “Siamo soli…” e gli faccio cenno di seguirmi Corriamo ...