1. Al cinema di parma


    Data: 16/12/2019, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: ask2me

    ... schermo e si siedono in terza o quarta fila, lui internamente, lei esterna con una sola poltrona libera accanto.
    
    Il viavai ricomincia: uno dopo l’altro, diversi uomini sfilano lungo il corridoio soffermandosi vicino alla coppia, per poi allontanarsi. Sono stupito, come mai nessuno non si è ancora seduto accanto a lei?
    
    Mi alzo e lentamente mi avvicino, un po’ vergognoso di comportarmi come tutti gli altri, ma la curiosità è troppo forte. Giunto accanto a loro la risposta alla mia curiosità è evidente: lei tiene occupato il posto accanto a sé con una borsa e con la mano appoggiata sopra ne stringe fermamente i manici. Sono sopraffatto da un’ondata di simpatia e quasi d’affetto per questa donna così risoluta che siede impettita, le gambe accavallate, accanto al suo uomo. Quasi d’istinto, come guidato da uno spirito interiore so d’improvviso cosa fare.
    
    “Mi scusi?” le dico chinandomi.
    
    Lei si gira di scatto a fissare il mio sguardo, il volto pienamente illuminato dalla vicinanza dello schermo.
    
    “E’ libero questo posto?” le chiedo abbassando lo sguardo sulla sua mano. Vedo allora la mano sollevare la borsa e passarla al marito. Mi siedo.
    
    Sono pervaso da un caldo, corposo, senso di trionfo. Ho coronato la mia serata e anche se non dovesse accadere più niente d’interessante, mi bastano piccole vittorie come questa per appagarmi e rendermi contento di me stesso.
    
    Il senso di trionfo per essere stato accettato cede gradualmente alla curiosità verso la donna seduta ...
    ... al mio fianco. E’ mora, riccia di capelli, di corporatura minuta, florida, ma non grassa. Il viso rotondo si abbina perfettamente alle rotondità dei seni che si affacciano dalla scollatura a V di una camicia bianca. La luce dello schermo, troppo vicino, m’impedisce di distinguere la parte inferiore del suo corpo, avvolto totalmente dall’ombra dello schienale del sedile davanti.
    
    Penso alla cerniera metallica della sua gonna, il dettaglio che mi aveva colpito tanto. Rassicurato dal pensiero che anche la mia mano è assolutamente invisibile nel buio sottostante, comincio ad allungare le dita con cautela verso destra. Tocco il bordo esterno del suo sedile e risalgo fino ad incontrare il freddo e liscio contatto della gonna di cuoio. La sfioro con due o tre polpastrelli solamente appoggiati. Se non esercito alcuna pressione, penso, lei non potrà nemmeno sentire il contatto.
    
    I baffi di un gatto non sarebbero stati più lievi della punta delle mie dita, nell’esplorare millimetro per millimetro quella superficie di cuoio liscio, finché… Ecco! Il contatto cambia: è più freddo e duro, è metallo. Sussulto! Carne! Ritraggo di scatto le dita. La cerniera e la carne della sua coscia… Freddo e subito dopo caldo! Duro e subito dopo morbido! Quasi un tutt’uno.
    
    La donna continua a guardare lo schermo. Se ha avvertito qualcosa non lo da a vedere.
    
    Resto immobile per qualche secondo e rifletto. E’ il momento di giocare il tutto per tutto, decido. Allungo nuovamente la mano, questa volta ...