1. Cercare lavoro in germania


    Data: 17/12/2019, Categorie: Etero Autore: Alceste

    ... “sorci”, ma questo è un dettaglio pignolo che non serve a un cazzo ai fini della narrazione, solo che mi faccio pagare a cartelle…
    
    Anche lui, mi disse, se la passava male. Viveva in un ostello dove aiutava a preparare la colazione, cercava lavoro e ogni tanto trovava qualche espediente poco legale. Però faceva anche un’altra cosa, da bel ragazzo qual era: si prostituiva.
    
    Quando me lo disse, iniziai a ridere: nel mio immaginario, i gigolo operanti in Germania erano appannaggio di gay nazisti dementi di mezza età, che li drogavano e poi li facevano a pezzi in vasca da bagno, cibandosi del pene. In Germania ogni tanto succede, non sono molto civilizzati, non conoscono la pietas latina.
    
    Invece no, si prostituiva con donne. In quei posti non è così strano che le donne assoldino ragazzi, dato che ormai pochi tedeschi ci provano, essendo terrorizzati dalle rivendicazioni nazifemministe.
    
    «Pero, mi amigo, tens de saber una cosa: no son jovens, son velhas». Certo, questo è ovvio. Ma in vita mia mi era già capitato, fuori dall’Italia, di stare con donne un po’ più grandi di me. Quindi diedi il mio nominativo.
    
    Niente mi faceva paura, ormai avevo imparato a rispettare la sensualità di una donna attempata, magari anche in carne. Inoltre ero in astinenza.
    
    Dopo due giorni mi telefonarono. Dovevo recarmi – non ho paura a scriverlo – in Berliner Strasse 5, sono andato a controllare l’indirizzo esatto in un diario che ho tenuto per quel viaggio. Dovevo incontrare Rosanne, ...
    ... signora di 48 anni. Neanche tanti.
    
    Quando la vidi davanti pensai di scappare. Infatti, una latina di 48 anni nella maggioranza dei casi è ancora una bella donna, o comunque intrigante. Una mulatta di 48 anni sarà sicuramente un po’ su di peso ma manterrà la sua carica erotica. Persino una indigena di 48 anni, per quanto non sarà al livello delle latine e delle mulatte, se si tiene un minimo bene, comunica passionalità e carnalità.
    
    Ma una teutonica comunica solo disfacimento, degradazione, disperazione (scusate le allitterazioni).
    
    Eccola lì, alta minimo 15 cm più di me e pesante 80 kg di più. Occhietti piccoli e azzurri – vuoti – e occhiaie nere. Pelle fatiscente, direi quasi arrugginita. Nei e macchie su tutta la pelle, denti gialli.
    
    Mi dice qualcosa in tedesco, le dico che non lo parlo, quindi cerchiamo di comunicare in inglese. Mi fa sedere su un sofà che parodia l’epoca vittoriana, mi dà da bere del brandy, lei ne beve tre bicchieri mentre io sono ancora a metà del primo. Mi mette una mano sul pacco e io tento di farmelo venire duro, invece è morto e fatica a risorgere. Inspiegabilmente, cerca di baciarmi, io mi scosto perché mi fa proprio schifo. Lei vede questa cosa come una sorta di richiesta di soldi, quindi si alza e mi porge un centone. Io penso di rifiutare e andarmene, ma poi do un’occhiata alla stanza e trovo un armamentario di oggetti kitsch che manco Guido Gozzano nelle sue poesie… Robe davvero inquietanti. È una donna sola, sfatta, probabilmente ...