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Caccia nella foresta - parte 2
Data: 21/12/2019, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: DemoneDelSilenzio
... per sempre!" A sottolineare le sue parole, Heyra affondò le unghie nella tenera carne dell'uomo, che gridò più per la frustrazione che per il dolore. "AH ma sei impazzita, io non..." ma le parole gli morirono in gola quando avvertì un sottile dito accarezzargli il morbido anello di carne che c'era alla base della sua schiena. Come un serpente il dito si insinuò nel retto dell'uomo che sorpreso si lasciò sfuggire un gemito. Strinse i denti mentre sentiva le falangi penetrare in lui facilmente, una dopo l'altra. Lo sentì tastare con movimenti sapienti il rigonfiamento della prostata e, in quello stesso istante avvertì il piacere montare inesorabile verso il picco. Per un istante tutto si congelò: cosa gli stava facendo? La guardò negli occhi e vi lesse la determinazione di una predatrice. Sentiva ancora il gusto ed il profumo della sua femminilità nella bocca. Avvertiva la presa artigliata della sua mano mentre gli teneva con presa implacabile il suo sesso, e sentiva la strana sensazione di una presenza nel suo retto, che con sapiente maestria lo guidava nel sentiero del piacere. Si sentiva trascinato mansueto lungo la traccia erbosa, docile come un animale da soma. E poi il sentiero sbucava in una cascata rombante, dirompente come il suo orgasmo. Con voce suadente lei sussurrò nuovamente: "Dimmi che vuoi essere mio schiavo!" Mattia a quelle parole così affilate perse il controllo del suo corpo e venne travolto dal piacere. Chiuse gli occhi e con un filo di voce mormorò: ...
... "V...voglio essere il tuo schiavo..." Lei a quel punto spinse il dito nell'ano dell'uomo fino in fondo, conficcando allo stesso tempo le unghie nella punta del suo pene mandando in cortocircuito il suo povero cervello. Con voce spietata ordinò: "Gridalo! Lascia che tutta la foresta senta le tue parole." Ormai prostrato dalla violenza del piacere, Mattia sentì il suo sesso esplodere mentre getti di caldo seme scaturivano dal suo membro dolcemente imprigionato nelle unghie di lei. Con quanto fiato aveva in corpo, l'uomo urlò nel silenzio della foresta: "VOGLIO ESSERE IL TUO SCHIAVO, LO VOGLIO E PER SEMPRE!" Passarono pochi istanti e Mattia aprì gli occhi. Vide che Heyra lo fissava, un sorriso radioso stampato in viso. "Eccellente, mio dolce maschio. Ora sei mio". Poi, con tono quasi infastidito aggiunse: "Ora lecca via il tuo sperma dai miei stivali." Mattia si sorprese ad obbedire con solerzia a quella richiesta. Avvertiva uno strano calore attorno a sé: tutto ad un tratto non sentiva più il fresco della foresta né la sua umidità. Sentiva un intenso odore femminile provenire dalla donna e uno maschile sotto al suo naso. Abbassò lo sguardo e vide che lei gli stava porgendo uno dei suoi stivali sul quale c'erano un paio di spruzzi gelatinosi del suo sperma. Senza obiettare abbassò il capo e annusò la calzatura, assaporando il profumo del cuoio e del suo stesso seme. Ma quando lo leccò sentì che non aveva sapore, come invece si era aspettato. Avvertì giusto la consistenza gelatinosa e ...