1. Triangolo isoscele ...storia di una vendetta (parte terza)


    Data: 22/12/2019, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Neottolemo

    Era oramai passato qualche tempo dall’incontro dove nadia aveva avuto la sua vendetta su Alberto.
    
    Lei mia aveva cercato più volte sia al telefono che presentandosi nel mio ufficio, ma io l’avevo evitata ordinando alla mia segretaria di negarmi ogni volta che Nadia mi cercava.
    
    Probabilmente la mia collaboratrice pensava ad una relazione con una donna sposata finita male, della quale mi volevo liberare e per solidarietà femminile, come appresi in seguito, aveva deto a Nadia che io c’ero ma non intendevo riceverla.
    
    In realtà ripensavo ancora alla punizione che avevo dato ad Alberto ed al patto che avevo stretto con Nadia.
    
    Avevo saputo che Alberto da quel giorno, sotto la spada di damocle del video che avevamo girato quella notte, non aveva più avuto distrazioni solitarie e che il loro menage proseguiva come se nulla fosse successo, ma non riuscivo a scordarmi come Nadia avesse ottenuto la sua vendeta, praticamente obbligandomi dietro la minaccia di far divendare pubblici i miei divertimenti.
    
    Avevo quindi deciso che il pegno che avrebbe dovuto pagare Nadia doveva essere proporzionale al vantaggio che ne aveva acquisito ed al modo abbastanza becero con cui mi aveva costretto ad aiutarla.
    
    Mi spiaceva anche pe Alberto che si era rivelato sempre un buon amico e che aveva avuto solo la colpa di cercarsi in Luisa un diversivo dalla moglie, seppur dovevo riconoscere che aveva esagerato nelle frasi che aveva disseminato nel suo PC troppo esagerate nei confonti ...
    ... dell’amante e non certamente veritiere riguardo a Nadia.
    
    Decisi qindi che avrei iniziato a tessre la mia tela verso Nadia.
    
    Ed il primo punto era quello di non riceverla e di lasciare senza risposta i suoi messaggi in modo che Nadia ritenesse che avevo oramai lasciato eprdere il nostro patto.
    
    Presto avrebbe capito di sbagliarsi di molto.
    
    La seconda parte del mio piano era stata di contattare Luisa l’amante di Alberto.
    
    Nella nostra epoca di social mi era stato abbastanza facile trovare il suo profilo facebook e richiederle l’amicizia.
    
    Dopo qualche giorno passato a chattare l‘avevo invitata per un caffè inventandomi na scusa in merito ad una casa di famiglia che volevo vendere e c’eravamo incontrati in un bar nel centro di Brescia.
    
    Capii subito perché Alberto ne era stato colpito. Luisa si presntò in un tailleur stretto che metteva in risalto le sue forme generose e con tacchi molto alti per un appuntamento di lavoro. I lunghi capelli neri le scendevano sulle spalle e sul seno che spuntava rigoglioso dalla camicetta di seta bianca, le gambe linghe erano ancor più slanciate dal tacco e spoutavano dal generoso spacco della gonna. Luisa sapeva bene come attirare l’attenzione degli uomini e come affrontare un appuntamento di lavoro.
    
    Esaurito velocemente l’argomento casa mi feci più azzardato e le dissi: “sai Luisa io già ti conosco, mi ha parlato di te Alberto”..
    
    Luisa fu subito turbata da quell’ammissione ma si riprese ben presto e fece segno di alzarsi per voler ...
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