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Triangolo isoscele ...storia di una vendetta (parte terza)
Data: 22/12/2019, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Neottolemo
... chiudere velocemente quella discussione. La invitai a risedersi che avevo qualcosa da dirle e spinta dalla curiosità Luisa riprese il suo posto. “Ah si? E che ti ha detto?” “Mi ha parlato di te, mi ha detto che aveva perso la testa e che eri una bellissima donna. Ma ora è un’po’ che non lo sento probabilmente lo vedrai più tu di me”; “ed invece ti sbagli..quello stonzo dopo aver scopato per un paio di mesi di punto in bianco è sparito!! Nemmeno un messaggio! Nulla! Quando lo vedevo in ufficio scappava!! Tanto che per non trovarmelo più intorno mi sono fatta trasferire in un altro ufficio di Brescia!!” Luisa era un fume in piena era chiaro che non aveva digerito il modo in cui Alberto l’aveva trattata, e si stava sfogando. “E poi non ho proprio capito perché si è comportato così. Era sposato non è che pensassi che avrebbe lasciato moglie e figli! Ma proprio è stato un coglione! Tante belle frasi e poi…bastava dirlo che voleva solo scopare ..ma poi neppure rivolgerti la parola!!”. Luisa era ancora irritata dal comportamento di Alberto, tanto che fu facile convincerla di prolungare l’appuntamneto con una cena tanto per calmarsi un poco. Scelsi il Nineteen un ristorante molto trendy del centro di Brescia, e tra un bicchiere di vino ed una portata riuscii a far soridere Luisa tanto che proposi a luisa di temrinare la serata a casa mia per un ultimo drink e per rassicurarla le dissi che avremmo raggiunto casa mia ognuno con la propria auto. Pesi la mia ...
... automobile e percorsi piano la strada fino a casa in modo che luisa non si perdesse. Arrivati prendemmo l’ascensore ma non ancora arrivati al mio piano le nostre bocche erano già appivccicate e le lingue si aggrovigliavbano tra loro. Luisa era euforica per l’eccitazione ed il vino e le tolsi la giacca e la camicetta lasciandola unicamente con il reggiseno di pizzo velato mentre le mie mani avvinghiavano le sue natiche e i suoi seni. Le presi la mammella destra compeletamente nella mia bocca succhiando il capezzolo co svidita e ne appresi il sapore misto di profumo e sudore che mi faceva impazzire. La girai contro la parete dell’ascensore baciandole il collo e la schiena e continuando a massaggiarle il seno mentre con la mano sinistra le alzavo prepotentemente la gonna inizando a sondarle la figa oramai fradicia. La mia salima imperlava le spalle ed il collo di Luisa mentre con il mio dito medio le penetravo sempre più a fondo la vulva che oramai era un lago per i suoi umori. Il rossetto di Luisa era orami un icordo tutto sbavato su quelle labbra vcarnose e la giacca del suo tailleur era uun tappeto che accoglieva gli umori che sgorgavano copiosi dalla sua figa fradicia, aumentando il conerto di mugolii quando al dito medio liniziai a sondarla anche con l’indice. “Voglio il cazzo!! Scopami!” mi sussurrava pente orami l’ascensore aveva terminato la sua corsa e le porte si aprivano davanti all’ingresso di casa mia. Luisa non si ricompose neppure ed usci a ...