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Sorprendimi
Data: 24/12/2019, Categorie: Etero Autore: Doctor_S
Era stanca. Salendo le scale di casa ripensava alla serata appena trascorsa; una noia mortale ascoltare quelle due bugiarde con i loro soliti discorsi sulle loro fantomatiche imprese sessuali con altrettanto fantomatici "latin-lovers". Ah quanta ipocrisia! - si disse - mentre cercava le chiavi in borsa. Ah eccole! Finalmente mise la chiave nella toppa, ma la porta si aprì senza che avesse fatto in tempo a girare la chiave. Un brivido le salì lungo la schiena, mentre mille pensieri le assillavano la testa. Si fece coraggio ed entrò. Avvertì un profumo particolare, che la distrasse per un istante dal timore. Devo cambiare questo profumo per ambienti - pensò - ormai li fanno uguali ai dopobarba. Dentro era buio, così allungò la mano verso l'interruttore ma qualcosa balenò veloce verso di essa, bloccandola. Lasciò cadere la borsa e le chiavi. Stava per urlare, quando dall'oscurità un'ombra scattò frapponendosi tra lei e la porta e tappandole la bocca con una mano, mentre con l'altra le tratteneva il braccio dietro la schiena. Un ladro! Com'era potuto succedere?! Una voce cupa e profonda s'insinuò nel suo orecchio rompendo il silenzio e caricando di ulteriore tensione l'atmosfera: sussurrò . Allentò la presa sulla bocca e in un istante lei avvertì sulla pelle della schiena, attraverso la camicetta, il freddo del metallo. Una pistola! La voce continuò: . Fece come diceva. Quale scelta aveva? La luce della luna che filtrava dalla finestra semi-aperta ...
... le permise di vedere che c'era qualcosa sul tavolo: erano corde! Ecco come era entrato! . Il terrore cominciò ad assalirla, ma fece come le era stato ordinato. . Ebbe un sussulto e si immobilizzò. Rapidi si susseguivano i pensieri nella testa, come scappare? Doveva assecondarlo? E se avesse provato a prendere la pistola? Il freddo del metallo sulla schiena interruppe il flusso dei suoi pensieri. Decise che l'avrebbe assecondato, avrebbe preso tempo. Iniziò a sbottonare la camicetta con le mani che tremavano. L'aprì e la fece scivolare a terra. Passò oltre. Si concentrò sulla cerniera della gonna. Iniziò ad armeggiarci. Non voleva saperne di aprirsi, ma provò a forzarla. Niente. Una mano si infilò fra le sue e spezzò il cursore della cerniera. Anche la gonna seguì la camicetta sul pavimento. Mentre toglieva le scarpe, slacciò il reggiseno che lasciò cadere sul pavimento. Esitò un attimo infilando le dita nell'elastico degli slip, ma di nuovo il tocco della canna sulla pelle nuda della schiena la spronò ad andare avanti; tolse anche gli slip e li fece cadere. Era nuda, ma non avvertiva disagio. Strano, pensò, mentre una mano percorse la curva del collo, scendendo lungo la spalla verso il petto. Sfiorò il capezzolo e lo stuzzicò, causando un fremito inaspettato. I capezzoli si inturgidirono non appena avvertì il suo respiro sul collo. . La mano scese seguendo il profilo del fianco, lenta ma decisa, accarezzando il ventre fino a raggiungere il monte di ...