1. DIVERSAMENTE VERGINE


    Data: 27/12/2019, Categorie: Etero Autore: Browserfast

    ... quella vibrazione e la sento tutte le volte. E� piacevole!Il primo pompino che feci in realtà non fu altro che un upgrade del sesso con il mio fidanzato di allora. In genere ci baciavamo, pomiciavamo, lui mi toccava e io mi strusciavo ma, soprattutto, finivo quasi sempre per segarlo. Un giorno, quasi ridendo, mi chiese se mi andasse di scendere un po' più in basso con la testa.�Sinceramente non aveva un buon odore, ma lo feci e mi piacque immediatamente.Iniziai con dei bacetti sulla punta poi mi feci man mano meno timida, cercando di emulare quello che avevo visto su internet. La scena doveva essere almeno all�inizio un po� ridicola, visto che lui era in piedi davanti a una siepe e io ero piegata a novanta sul suo uccello. Dopo un po� mi inginocchiai trovando la posizione che mi è ancora oggi più congeniale. �Ti piace?�, gli chiesi alzando gli occhi verso di lui. Non ci fu nemmeno bisogno della risposta, mi bastò guardare la sua faccia.Per la verità ci misi così tanta foga che avvenne ciò che nessuno dei due si aspettava, ossia che lui mi sborrasse in bocca dopo pochissimo tempo, senza preavviso. Cioè magari i segnali c�erano (per esempio il coso che gli diventava più grosso e pulsante mentre lui iniziava a spingermelo dentro in modo forsennato), ma io non li conoscevo! Lo sapevo che succhiando un cazzo era il minimo che potesse accadere, e tuttavia non me l�aspettavo proprio e quasi mi strozzai, tossendo e espellendo gran parte del suo liquido seminale.Ciononostante, era ...
    ... stato tutto molto ma molto wow, anzi uaaaaaoooo. L�idea di avere fatto il mio primo pompino che per di più si era concluso sia pure del tutto inavvertitamente in bocca, cosa che per il circolo al completo delle mie amiche rappresentava una schifezza assoluta, mi inorgogliva. Quando annunciai loro che non solo avevo fatto un pompino con l�ingoio ma che addirittura la sborra mi era piaciuta mi guardarono come una matta.Quell'episodio in un certo senso segnò, se mi consentite un po' di autoironia, l'inizio di una carriera che prese le mosse all�ultimo anno di liceo. Dapprima accondiscendevo alle richieste dei ragazzi con cui uscivo il pomeriggio � più di rado la sera - e con i quali spesso finivo a pomiciare da qualche parte. Poi, acquistando man mano sicurezza, decisi che non ci sarebbe stato nulla di male se ad avanzare la richiesta fossi stata anche io. Non è una cosa che faccio spessissimo, ma anche questa è successa.Un giorno, ad esempio, entrai nell'aula magna della scuola dove di lì a un paio d'ore si sarebbe tenuto un concerto di un gruppo di nostri compagni. Trovai dietro il sipario chiuso un ragazzo che stava sistemando i cavi della sua strumentazione. A dire il vero "trovai" non è la parola giusta perché sapevo esattamente che era lì, lo avevo seguito. Lo avevo seguito perché mi piaceva e perché avevo deciso che sarebbe stato la mia cavia.Ero emozionata, il cuore mi batteva. Ma non troppo. Stavo per fare una cosa che non avevo mai fatto e che qualcuno avrebbe giudicato, ...
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