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Odore di sperma
Data: 29/12/2019, Categorie: Etero Autore: Eli
Quasi tutti i giovedì il mio ragazzo tra le sette e le otto della sera gioca a calcetto. Io vado sempre a vederlo, così poi stiamo insieme. Arriva un altro giovedì e questa volta, finita la partita, lui non fa nemmeno la doccia al campetto, perché scappiamo immediatamente, i suoi genitori infatti non ci sono e lui ha casa libera. Saliamo in macchina e partiamo. Mentre lui guida io già pregusto la serata che ci aspetta soli soletti in casa, mi sento eccitata solo all’idea e mi lascio subito andare. Gli metto una mano sul pacco e inizio ad accarezzarglielo. Lui non dice niente ma è visibilmente contento della cosa. Io però non mi fermo e presa dall’eccitazione mi abbasso, gli sbottono la patta, gli tiro fuori il pisello e inizio a leccarglielo. Puzza di sudore, di non lavato, ha un odore forte e poco gradevole ma non mi interessa. Ho voglia e continuo a leccarlo da sotto a sopra, poi lecco tutta la cappella. Ormai è dritto e duro, allora lo prendo in bocca e comincio a fargli un gran bel lavoretto. Lui continua a guidare, mentre ansima di piacere. Io glielo succhio con grande impegno. Poi smetto e mi strofino bene bene la sua cappella sul viso, mi sento più monella che mai. Torno a succhiarlo e dopo qualche minuto lui non ce la fa più. Quel mio comportamento inaspettato deve averlo sorpreso talmente tanto da farlo durare un po’ pochino. Allora ferma la macchina a lato della strada, in tempo in tempo per venirmi in bocca copiosamente. Io assaporo e mando giù il tutto. Poi mi ...
... strofino di nuovo sul viso la sua cappella sporca di rimasugli di sperma. Lui soddisfatto mi chiede esclamando cosa mi succeda quella sera e io mentre mi asciugo la faccia con un fazzolettino gli rispondo di sbrigarsi ad arrivare a casa e a farsi la doccia, perché la serata non finisce così. In poco meno di altri cinque minuti arriviamo e saliamo. Lui va subito in bagno per lavarsi. Io nel frattempo mi cambio. Per andare a vedere la sua partita avevo messo dei normali jeans con sopra un maglione pesante, ma per la serata a casa sua mi ero portata qualcosa di più carino: una gonna, sempre di jeans, lunga fino quasi alle ginocchia e non stretta, ma molto morbida; una magliettina bianca e come tocco finale un paio di zoccoletti in legno con zeppa intera alta al tallone circa 11cm. Insomma, cosette carine ma alla fine abbastanza tranquille, non certo da gran serata, a parte le scarpe forse. Indosso il tutto, mentre nel frattempo ho ancora in bocca il sapore dello sperma del mio ragazzo e sul viso il cattivo odore, molto pungente, della sua cappella. Ovviamente entro nell’altro bagno per lavarmi bene la faccia e la bocca, ma non faccio nemmeno in tempo ad aprire l’acqua che il citofono suona. Alzando la voce chiedo al mio ragazzo chi possa essere e lui mi risponde: «Si amore scusa ho dimenticato di dirti che passava a cena Admir, portava direttamente lui le pizze, vai ad aprire per favore». Admir è un collega del mio ragazzo. Il mio fidanzato infatti, per tirare su qualche soldo, tre ...