1. La gattabuia 3: infermeria


    Data: 29/12/2019, Categorie: Gay / Bisex Autore: paolo2011

    Il cortile del carcere è un triste quadrilatero di pochi metri, le mura sono alte e bianche, fa un caldo soffocante, specie quando tutti i detenuti passano la loro ora d’aria all’aperto…Marco passeggia nervosamente, fra pochi giorni uscirà di prigione, ha scontato quasi tutta la sua pena e per buona condotta se ne andrà due settimane prima. Alì è partito sabato scorso, dalle sbarre della finestra il biondino ha visto che fuori c’era la moglie con un pargoletto nel passeggino ad aspettarlo…già gli manca quel cazzo straordinario, gli mancano gli affondi in culo e in gola, gli manca specialmente quel suo modo di trattarlo come se fosse una baldracca, ed in effetti Marco lo è una troia; gli sputi, la sborra, gli schiaffi…Prova invidia per quella donna velata che lo attende.
    
    In una angolo del cortile c’è un capannello di carcerati a petto nudo, tre o quattro voltano la schiena verso il muro, guardano verso il cortile come a fare la guardia, come a proteggere qualcosa o qualcuno; dietro di loro altri tre detenuti guardano verso il basso…Marco si avvicina incuriosito e in mezzo alla cerchia dei maschi vede uno dei due gemellini, la più frocia, la più checca dei due in ginocchio…sta pompando alternativamente i tre cazzi. Con forza si butta con la bocca aperta sui pali di carne fino a sentirne la cappella in gola, ha dei conati di vomito che trattiene, le braccia sembrano legate dietro la schiena, ma non c’è nessuna corda, nessuna manetta che le trattiene, il ragazzino è brava la ...
    ... sissy, è sempre stata una pompinara perfetta; ma questa volta sembra piangere; senza un gemito, senza una singhiozzo, senza una lacrima se non quelle dovute allo sforzo di inghiottire l’uccello più grosso di Ivan. Piange davvero quando lo slavo la schiaffeggia, gli sputa nella bocca aperta, lo insulta: “Troia, sei una troia! Cosa credevi che fossi solo per te? Che tu fossi la mia fidanzatina? Io mi scopo chiunque quando voglio…hai capito!”. Con la mani callose gli divarica le mandibole, gli straccia le labbra…mentre uno dei carcerati, un vecchio dai capelli bianchi e dalla mano tremante gli piscia in bocca tutta la sua vescica. “Bevi, bevi troia, ti piace lo scolo del vecchio?”.
    
    Piange la gemellina e Marco vorrebbe in qualche modo aiutarla, consolarla ma Faruk gli cinge con il braccio la spalla in un gesto quasi affettuoso: “Vedi Marco, non ti devi affezionare a nessuno qui dentro, ma neanche fuori…goditi la vita…fatti sfondare, fatti umiliare. Lo so che ti piace, ormai ti ho capito, vuoi solo il cazzo, ti piace essere degradato, sei una porca senza fondo…”.
    
    Marco si ritrae, vuole divincolarsi da quell’abbraccio ma con la coda dell’occhio non gli sfugge lo sguardo di intesa tra l’egiziano e la guardia carceraria che seduta su uno sgabello finge di controllare il cortile…”Vieni con me Marco, è l’ora della visita in infermeria, il dottore vuole controllare che tutto sia a posto dopo quello che hai fatto alle docce…ricordi vero zoccoletta? Non possiamo lasciarti andare a ...
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