1. Iniziazione - 2


    Data: 30/12/2019, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad

    ... io, rispondendo al suo sorriso.
    
    “Vieni qui.”
    
    Mi alzai e mi avvicinai.
    
    “Perché non ti togli questa maglietta? Così stai più fresco.”, disse e mi prese l’orlo della maglietta, aiutandomi a sfilarmela via.
    
    Rimasi a torso nudo e lui mi sfiorò un capezzolo con la punta delle dita, avvicinando poi le labbra per deporvi un bacio leggero. Io ebbi un fremito di soddisfazione.
    
    “Anche i pantaloni, adesso.”, continuò e lui stesso me li sbottonò, calandomeli fino alle ginocchia. Me li tolsi del tutto, restando in mutande pure io.
    
    “Va meglio?”, mi chiese dolcemente, mentre una mano scendeva a carezzarmi il pacchetto davanti.
    
    “Sì”, risposi, sentendomi formicolare.
    
    Lui si tirò un po’ indietro con la testa e mi guardò da capo a piedi.
    
    “Sei davvero un bel ragazzino? Fra un po’ comincerai ad avere molta fortuna con le ragazze…”
    
    La prima parte del complimento mi aveva riempito di gioia, ma la seconda mi dette quasi un senso di fastidio: era a lui che volevo piacere, adesso. Feci per allontanarmi, come sentendomi a disagio.
    
    “No, - reagì lui, cingendomi la vita con un braccio – resta qui: ho quasi finito… Mi piace averti vicino, lo sai.”
    
    Mi strinse a sé e tornò alle sue carte, mentre io mi appoggiavo a lui, eccitato dal caldo contatto del suo corpo. Finalmente chiuse tutto.
    
    “Ecco qua. scusami se ti ho fatto aspettare, ma adesso al diavolo il lavoro, andiamo a giocare un po’, vuoi?”
    
    Non risposi, ma era quello che stavo aspettando. Roberto si alzò e mi ...
    ... portò in camera. Si
    
    sdraiò sul letto, come il giorno prima, e mi fece segno di stendermi vicino a lui. Poi mi
    
    strinse a sé con un braccio e cominciò a chiedermi cosa avevo fatto la mattina e così via.
    
    Intanto aveva preso a carezzarmi il petto, a giocare coi capezzoli. Anch’io gli avevo allungato una mano sul petto, gli carezzavo i pettorali pelosetti, gli sfioravo i grossi capezzoli, mentre rispondevo alla meglio alle sue domande.
    
    Mi piaceva sentirmi toccare dalla sua mano esperta, mi piaceva carezzare i suoi morbidi peli, ma il centro del mio desiderio era un altro: avrei voluto allungare la mano verso il basso, poggiargliela su quel bozzolo così vistoso in mezzo alle sue gambe, sentire quello
    
    che c’era sotto e tirarglielo fuori, stringerlo in mano… fargli una sega… guardarlo mentre godeva… ma non osavo.
    
    Arrivavo a sfiorargli la pancia, ma non avevo il coraggio di andare oltre e tornavo a carezzargli i muscoli gonfi del petto. Finalmente, Roberto mi infilò la mano sotto le mutandine e con la punta delle dita mi sfiorò il pisellino, che reagì immediatamente al contatto, gonfiandosi a dismisura. Roberto sorrise soddisfatto; allora anch’io gli poggiai con noncuranza la mano sugli slip, sulla calda protuberanza che nel frattempo gli si era allungata di traverso, fino ad emergere con la punta arrossata dall’elastico della cintura.
    
    “Ce ne hai messo di tempo per arrivarci… - commentò lui sorridendo - E’ da parecchio che desideravi farlo, non è vero?”
    
    Non seppi ...