1. Iniziazione - 2


    Data: 30/12/2019, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad

    ... cosa rispondere. Mi rendo conto che ero un po’ imbranato durante questi nostri incontri, ma avevo solo quindici anni ed era la prima volta che mi succedevano cose del genere.
    
    “Tiralo fuori.”, mi suggerì Roberto.
    
    Allora gli abbassai l’orlo degli slip fin sotto le palle e glielo scodellai fuori. Era già bello duro, ma appena glielo presi in mano, lo sentii crescere ancora di più, indurirsi, drizzarsi poderoso e sfuggirmi quasi dalle dita.
    
    Rimasi strabiliato a fissare la cappella che emergeva levigata a mano a mano che abbassavo la pelle grinzosa del prepuzio slabbrato. Roberto continuava a massaggiarmi con leggerezza sotto le mutandine, continuava a parlarmi, ma io non lo seguivo, quasi non avvertivo neanche il piacere delle sue carezze: il mio unico interesse era quello strumento meraviglioso che stringevo fra le mani.
    
    Glielo scappellai del tutto, fissando come ipnotizzato il glande di carne viva, che emanava un calore e un odore del tutto particolari.
    
    “Ti piace?”, mi bisbigliò all’orecchio Roberto, che si era accorto del mio incantamento.
    
    Non gli risposi, se non stringendogli con più calore la verga. Intanto, una goccia cristallina sgorgava dal taglietto e scivolava lentamente giù.
    
    “Stai già sborrando?”, chiesi stupito.
    
    “No, tesoro, no. – sospirò lui – Ma continua a toccarmi, mi piace… hai la mano così delicata, così dolce…”
    
    Allora, continuai senza parlare. Ad un tratto, ricordandomi di cosa avevo fatto il giorno prima e di quanto gli era piaciuto, ...
    ... senza aspettare che me lo chiedesse lui, cominciai a fare su e giù lentamente. Roberto si torse in uno spasimo di piacere, evidentemente apprezzando la mia operazione, poi mi strinse forte e prese ad ansimare, finché si irrigidì e con un gemito lamentoso lasciò andare un fiotto violento, che gli dilagò sul petto e sulla pancia. Aspettai che finisse di pulsare, poi gli mollai l’uccello e toccai quel liquido biancastro che gli impregnava i peli. Era denso, viscido, strano. Roberto si riscosse e mi baciò sulla fronte.
    
    “Adesso tocca a me farti godere.”, mi disse.
    
    Allora si sollevò e mi sfilò del tutto le mutandine, mettendomi nudo. Per un attimo mi
    
    sentii imbarazzato a stare davanti ad un altro completamente nudo e con il cazzo duro,
    
    per giunta; ma subito dopo avvertii come un senso di sollievo e un desiderio strano di aprirmi, di espormi ancora di più ai suoi occhi, alle sue carezze, di darmi…
    
    Istintivamente, allargai le gambe, quasi ad offrirgli più agevolmente il cazzo o qualunque altra cosa avesse voluto.
    
    “Sei stato bravo, - mi disse Roberto – voglio farti una cosa speciale.”
    
    Mi distese sul letto a pancia in su, mi divaricò ancora di più le gambe e ci si accovacciò in mezzo.
    
    Aveva ancora gli slip abbassati sotto le palle e l’uccello ormai moscio penzolante, con un filo di bava che colava fuori.
    
    “Sei bellissimo.”, mi disse.
    
    Non avevo la minima idea di quello che volesse farmi, quando lo vidi curvarsi verso il mio pistolotto e prendermelo in bocca! ...