1. Night moves


    Data: 31/12/2019, Categorie: Etero Autore: DARTMAUL

    ... chiuse in sorriso sarcastico "Avresti potuto durare di più. Io, al posto della tua bambola, ne avrei voluto ancora..." Ci aveva visti o perlomeno sentiti. Ne ero praticamente certo. Una parte di me la stava odiando. Troppo strafottente per essere tollerata. Ma la situazione sprigionava erotismo e lei capì rapidamente la mia eccitazione. Continuò a fissarmi. Sembrava una gara a chi era più Forte. Sotto la coperta sentivo la sua mano destra sfiorare la mia gamba. Mi avvicinai. In qualche modo successe. Sali lentamente verso il mio pisello. lo Sfiorò prima con il palmo poi con il dorso. Non staccava lo sguardo da me. Lo prese, liberandolo dallo slip. Iniziò una lenta sega. "Era questo che volevi?" chiesi con gli ultimi bagliori di lucidità. Non rispose, mi indicò con la mano sinistra di stare zitto e aumentò il ritmo. Marta avrebbe potuto vederci in qualsiasi momento. Era pochi metri sopra di noi. Avrei dovuto alzarmi e andarmene, dimenticandomi di quella perversa ragazzetta. Ma Semplicemente non potevo. Ero bloccato. Imprigionato nella tela di un'abilissima tarantola. La baciai, tirandola a me. Fu un bacio violento, quasi impetuoso. Slacciai il suo reggiseno liberando due capezzoli appena accennati che mi affrettai a divorare. Potevo sentire ogni osso del suo esile corpo. Era in mio potere. Volevo spaccarla, farle male. Buttai Giada con veemenza sul divano, scostandole il perizoma e penetrandola con Rabbia. Doveva essere una cosa veloce. Presi a scoparla con tutta la mia ...
    ... forza. Mugolava, godeva. Le tappavo la bocca per evitare che Marta sentisse le sue grida. Pompavo sempre più, percepivo i suoi muscoli contrarsi. Stava venendo. Arrivò presto, in maniera intensa, soffocando il suo orgasmo nella mia mano destra. Mi tolsi da lei scaricando tutto lo sperma sulla sua pancia. Ci guardammo per un interminabile attimo... Nessuno dei due disse niente... Ero in Bagno, mi guardavo allo specchio, mentre cercavo di sciacquarmi via il senso di colpa. Vistose occhiaie facevano capolino sul mio viso magro, a tratti scarno dominato da zigomi piuttosto marcati. Avevo smesso di mangiare da un bel po. Su di me c'era solo il ricordo di una vecchia abbronzatura e gli occhi erano ormai diventati contenitori vuoti. Quando mi ero perso? Dove avevo sbagliato? La radio accesa passava mestamente pezzi anni 80. Bowie, Psychedelic Furs, The Cure. Con la coda dell'occhio potevo intravedere Giada, riflessa nello specchio, che dirigeva verso il Letto infilata in una vecchia e sdrucita T Shirt dei Pearl Jam trovata da qualche parte nel mio armadio. Quando avevo scopato l'ultima volta da Sobrio? Con chi? Era davvero QUESTA la vita che volevo? Accesi l'ultima sigaretta, promettendo a me stesso che sarebbe stata l'ultima. Dovevano essere le 5 di mattina. Forse le 6. Iniziava a trapelare una timida luce dalle finestre. Non abbastanza da squarciare il buio dentro di me. Vagavo per la casa senza meta. Accesi e spensi la TV varie volte. Parlai con vari personaggi. Maurizio Costanzo, ...