1. L'amica estetista di mia madre


    Data: 02/01/2020, Categorie: Etero Autore: MaxNa

    ... lei e il lavabo. lei: sei uno dei pochi che entra nel mio bagno sai? io: beh, bisogna essere fortunati immagino. lei: no, io sono di gusti molto difficili. Tu che gusti hai? io: beh anche io non scherzo, le donne mi piacciono raffinate e più grandi. lei: ma davvero? Io come sono? io: Fede tu sei uno spettacolo, per questo dicevo bisogna essere fortunati. lei: lo spettacolo sei tu tesoro mio, la mamma mi dice che sei anche tanto dolce. Ad un tratto si tolse l'accappatoio, mi diede le spalle e andò ad appenderlo. MERAVIGLIOSA. Non avevo mai visto una donna matura nuda dal vivo, a parte mia madre, ma solo in intimo lei. Camminava nel bagno sculettando. Senza i vestiti mi accorsi che aveva dei fianchi molto morbidi, pronunciati. Mi diventò duro in un istante. L'istante dopo già sembrava mi scoppiassero le mutande. Sorrise ed entrò in doccia. Mi disse: lei: se vuoi son quì, altrimenti tranquillo la porta sai dov'è. Al contrario di quello che avrei sempre voluto fare, rimasi a pensarci. Più per una specie di timidezza che per altro. Sono ben dotato, vado in palestra, tatuato, eppure provavo un certo imbarazzo forse dovuto alla sua età simile a quella di mia madre. La guardai aprire l'acqua e accarezzarsi. Si teneva sù il seno, poi lo lasciava dondolare. Si passava la mano tra le cosce e giocava con l'ombelico. Non ne potetti più. Mi avvicinai alla doccia, aprii la porta e la tirai fuori per un braccio. La spinsi verso il muro e mentre la palpavo dapertutto presi a baciarla con ...
    ... passione. Fu lei per prima a spingere la lingua nella mia bocca e a cercare la mia per succhiarla. Mentre la tenevo per i capelli scese sul mio collo mordendomi, poi sul petto e infine ai jeans slacciandoli. Mentre ero intento a stringerla dapertutto lei prese a spogliarmi tutto trascinandomi poi in doccia con lei. Chiudemmo la porta e riprendemmo il bacio. L'acqua che ci rendeva scivolosi, le mani che andavano dapertutto e lei che era eccitata da paura. Mi saltava in braccio di continuo, cercando il contatto della sua bella figa col mio cazzo. Mi sistemai spalle al muro e lei davanti a me saliva e scendeva giocando col la lingua e le unghia sul mio corpo. Mi stuzzicò i capezzoli, poi l'addome, l'ombelico e infine prese a leccare in modo condentrico l'interno coscia salendo sempre più verso le palle. Quando le prese in bocca sentii un calore profondo che saliva. Aveva la lingua caldissima che pian piano saliva e stuzzicava. Prese a pennellare con la punta la mia cappella, poi a farselo entrare fino alla gola. Nessuna donna mi aveva mai spompinato così. Io la tenevo per i capelli assecondando i movimenti, avevo la mente liberissima per una volta, ero in estasi. Si alzò e mi spinse la testa sul seno mentre ancora mi segava. Quelle tette erano enormi, soffici, lisce, bisognava strizzarle a due mani ognuna. I capezzoli scuri e duri ai quali mi attaccai. Disse: lei: si dai, succhiale come facevi con la mamma tesoro, adesso mi prendo cura io di te. io: ma quanto cazzo sono enormi, sono ...