1. Amélie: la sua prima gang


    Data: 03/01/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: LucasFromParis

    La frequentazione fra Amélie e me proseguiva da molti mesi ormai. Sbocciava come un fiore sotto i miei occhi. Pian piano imparava a scoprire la sua intimità, i suoi desideri. Aveva quel bisogno che ben capivo, essendo uguale a lei, di mettersi sempre alla prova. Di dimostrare qualcosa. A sé stessa ovviamente. Ero riuscito a infonderle sicurezza e sapeva che non doveva dimostrare nulla agli altri. Tantomeno a me. Io ne ero incantato e la volevo esattamente come era. Non avrei cambiato nulla di ciò che era. La mia Amélie. Quanti incontri fugaci all’hotel! Vennero le sperimentazioni BDSM sempre più audaci.
    
    Lei scopriva quel mondo ma anche io, che lo conoscevo e praticavo in modo più superficiale, imparavo a comprenderne tanti risvolti profondi. In qualche modo stavamo crescendo assieme. Beh, poi giunse nelle nostre vite San Luigi e ci si aprirono (ma soprattutto le si aprirono) orizzonti ancora più vasti. Ma questa è un’altra storia. Quando avvertii che avevamo raggiunto un livello di fiducia e di intimità perfetto, osai andare oltre. Osai passare al piano superiore. A giocare con altre persone. A sperimentarci fuori dalla nostra confort zone che a un certo punto finisce per essere, a mio avviso, il vero limite. Sperimentare con altre persone, entrare nel Mondo del Gioco con tutti i suoi pericoli, i suoi trabocchetti. Ma anche le sue infinite possibilità. Creammo un profilo di coppia. E soprattutto iniziammo a frequentare una nota SPA del milanese. Amélie lo adorò fin ...
    ... dalla prima volta. Ancora oggi è con immenso piacere che la frequentiamo assieme. Le poche volte che vi sono andato con altre donne ho avvertito un senso di insoddisfazione. Solo con Amélie riesco a vivere pienamente le sensazioni. Quando siamo assieme nella grande vasca colma di acqua calda, ci fissiamo negli occhi, ci accarezziamo la pelle bagnata. E sono felice. Si, cazzo!, in quel momento sono felice a prescindere da ciò che potrà accadere in seguito. Ma neppure questa è la storia che voglio narrare oggi…
    
    Mi affaccio dalle finestre oggi; fuori il cielo è grigio e triste. Pioviggina. E ricordo. Ricordo una serata di quasi un anno fa. Quella sera pioveva, ma a dirotto. Era la serata di Amélie. Aveva osato confidarmi, un brandello alla volta, la sua fantasia suprema. Una gang. Me lo aveva confidato certa che non avrei giudicato. Ma anche certa che io avrei fatto di tutto per mettere in pratica la sua fantasia. Mi ero segnato pazientemente tutti i piccoli e apparentemente insignificanti tasselli che avrebbero dato vita alla sua serata perfetta. Volevo che lei lo vivesse. Volevo che fosse il suo regalo. Per una volta avrei avuto la forza di mettere da parte il mio maledetto egocentrismo. Avrei messo da parte la mia superficialità. Avrei messo, per una volta!, in un angolo il mio egoismo. Non sarei stato il protagonista. Non sarebbe stato tutto al mio servizio. Mi sarei messo io pienamente al suo servizio. Avrei avuto accesso alla forma di amore più pura. Il piacere di vedere ...
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