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Amélie: la sua prima gang
Data: 03/01/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: LucasFromParis
... non avevo ancora fatto prima. E’ talmente più facile togliere i vestiti che coprono il nostro corpo rispetto a quelli che coprono il nostro cuore. Ci stavo arrivando solo ora. E passammo assieme due ore bellissime. Quando ci avviammo pioveva a dirotto. Stretti solo l’ombrello eravamo fradici. Fradici e felici. Quando giungemmo a casa avemmo il tempo di asciugarci e riassettarci. Poi venne il momento. La bendai e la feci inginocchiare seminuda sul letto. La lasciai sola e accolsi i miei ospiti. Entrammo assieme nella stanza. Lei udì i nostri respiri. Respirava affannosamente a sua volta, in attesa. Le dissi che c’erano dei ragazzi lì con me che volevano il suo corpo. Che sarebbe stata scopata e abusata da questi sconosciuti. Iniziò a tremare leggermente per l’eccitazione. Le chiesi di girarsi a pecora per esporre il suo culo e obbedì immediatamente. Commenti grossolani iniziarono a circolare Nell’atmosfera cresceva l’eccitazione. L’odore del sesso era già presente fra le mura o era solo la mia immaginazione? La mia bellissima Amélie sembrava una vittima sacrificale. Ma era davvero così? O piuttosto il contrario? Non era invece la Dea che si sarebbe fatta omaggiare da quei cazzi duri solo per lei? Chi era la vittima? Chi sarebbe stato usato da chi? E non è questa la magia, ruoli che si invertono? Cose che non sono come appaiono? Gli uomini commentavano ad altra voce lo spettacolo che avevano di fronte. Parlavano di lei come se non fosse stata presente. Parlavano dei loro ...
... desideri. Si dicevano l’un l’altro ciò che avrebbero voluto farle. Era una parte significativa della fantasia di Amélie, me lo aveva confessato. Non si gettarono su di lei subito. Volevo far durare la tensione al massimo, il più possibile. Sono certo che la mia donna fosse fradicia in quel momento. Dissi loro apertamente che se la potevano scopare senza troppo riguardi, che era aperta davanti e dietro. Usai apposta questo linguaggio crudo. Mi sentivo come il domatore che tenga al guinzaglio una muta di cani feroci. Al mio cenno si sarebbero gettati. Infine, il mio cenno arrivò. I cani non erano così feroci come sembrava. Quasi intimiditi all’inizio si avvicinarono a lei e iniziarono ad accarezzarle la pelle. L’eccitazione di Amélie era allo zenith e subito iniziò cercare a tastoni su quei corpi maschili l’oggetto del suo piacere. Cazzi nodosi, duri, caldi, pulsanti. Li accolse fra le sue mani, fra le sue labbra. Era totalmente fuori controllo. I miei complici si dimostrarono all’altezza della situazione, li avevo scelti bene. La Dea venne onorata. I ragazzi si incitavano l’un l’altro. Raramente avevano trovato una donna così libera e selvaggia. Non disse di no a nulla, mentre io continuavo a guardare. Era meravigliosa. Tolta la benda guardava in faccia la gang, e ne godeva in ogni fibra del suo corpo. Bocca, figa, culo, doppia penetrazione. Non le fu risparmiato nulla. E i suoi orgasmi si susseguirono per un tempo che mi parve infinito. Quando l’ultimo sussulto si placò, mi ...