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Amélie: la sua prima gang
Data: 03/01/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: LucasFromParis
... felice l’altro. Non è facile. Non è per nulla facile. Questo racconto è anche una confessione. E’ la confessione di un uomo che si è innamorato. E’ la confessione di un uomo che fa maledettamente fatica a trovare pace ed equilibrio. Un uomo che vuole tutto e che quando lo ottiene non riesce a goderselo. Un uomo che si rende conto di quanta strada deve ancora fare. Un uomo che resta, nonostante le apparenze e le mille conferme che ha ricevuto nella sua vita, fragile. Amélie, mi hai dato e mi stai dando più di quanto alcuna donna mi abbia dato nella mia vita. Mi stai insegnando più di quanto abbia mai imparato in tutta la mia vita. Ed ho iniziato a capirlo ora, dopo quasi due anni. Mi hai lentamente invaso l’anima e il cuore. Ho cercato di fuggire, di tagliare, per noncuranza e vigliaccheria. Hai avuto la pazienza e l’amore (devo dire un grazie enorme a Tiziano per questo!) di ravvicinarti a me. Quella sera non sapevo nulla. Ero e sono troppo scemo. Non capivo nulla. Sapevo solo di voler realizzare la tua fantasia nei minimi dettagli. Si fa presto a dire gang! Credete sia facile? Non lo è per nulla. Intanto non volevo mettermi in casa chiunque. Volevo persone fidate, educate, che sapessero comportarsi. Li volevo consci del proprio ruolo. Volevo che si attenessero scrupolosamente alle mie istruzioni. Avere il controllo della situazione mi permetteva di lenire la mia sofferenza. E’ un aspetto che ho già sottolineato. Nel Gioco esiste sempre una sofferenza. Una sofferenza ...
... buona che ci fa sentire innamorati e coinvolti. La famosa “gelosia adrenalinica”. Ma è un filo dannatamente esile quello. Sono equilibri fragili, da coltivare con cura maniacale. Più profondi sono i sentimenti più ci si mette in gioco. E’ amore o possesso? Dove sta la linea che divide in maniera netta questi due elementi, uno bello e l’altro negativo? Trovai i tre complici adatti, e spiegai minuziosamente cosa mi aspettavo da loro. Tre mi parve il numero giusto. Erano tutti uomini molto decisi. La fantasia di Amélie non prevedeva né dolcezza né delicatezza. Voleva essere la preda di questi maschi. Suscitare la loro bramosa esitazione. Renderli folli di desiderio per il suo corpo. Voleva che si gettassero su di lei come animali abusandone. Non si sarebbe di certo spaventata. Io non avrei partecipato. Volevo da un lato godere lo spettacolo. Dall’altro essere certo che la cosa non uscisse dai binari che lei voleva. Sarei stato il regista. Avrei sorvegliato. Avrei vegliato su di lei in modo che potesse abbandonarsi senza remore né timori. C’era un altro motivo. Non volevo mischiare la mia carne alla loro. Questi maschi erano solo i nostri strumenti. La serata era stata pianificata con cura. Prima volli passare del tempo da solo con lei. La portai in un locale alla moda. Non ci stufavamo mai un istante di parlare assieme Avevamo sempre qualcosa da dirci. Non le avevo anticipato nulla circa il seguito. Ricordo i suoi occhi brillare innamorati. Ci aprimmo e mi confidai con lei come ...