1. A spasso nel tempo 3 - fine


    Data: 05/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Raccontando

    Una secchiata di acqua ghiacciata mi fece rinsavire. Con la vista ancora annebbiata osservai le due guardie che mi avevano condotto nelle celle sotterranee del castello. Mi trovavo in una stanza dalle pareti in pietra impregnate di umidità. Si respirava un tanfo terribile e si sentivano squittire dei topi.
    
    Avevo letto molto su queste prigioni e sapevo che in quei posti si moriva spesso per fame o per malattia. Cosa sarebbe successo al Gabriele del 2018 se Goffredo fosse morto in quel modo miserabile? Era forse l’unico modo per tornare alla mia epoca? Avrei conosciuto la morte per poi poterla raccontare? La testa mi esplodeva.
    
    «Brutto sodomita, resterai chiuso in questa gabbia finchè la contessa non avrà disposto di te».
    
    Dovevo agire in fretta, non potevo permettere che tutto finisse in maniera così triste. Desideravo Gismondo con tutto me stesso e avrei fatto qualsiasi cosa pur di riabbracciarlo. Ma cosa?
    
    «Aspettate vi prego. Solo una richiesta, per favore».
    
    «Taci demonio, e prega Dio che domani sicuramente espierai le tue colpe».
    
    Furono le ultime parole che sentii prima che i soldati chiudessero a chiave la porta della mia cella. La luce della loro torcia si allontanò e mi trovai immerso nella più completa oscurità. Faceva freddo e avevo fame. Il fetore era nauseabondo e il ricordo della mia vita nel ventunesimo secolo si fece più vivido, più intenso.
    
    Volevo tornare a casa, dai miei genitori, alla mia routine. Tuttavia mi mancava l’amore, un amore che ...
    ... avevo trovato solo in questa epoca. Mi sembrava di vivere in un sogno al contempo fantastico e atroce.
    
    Mi addormentai.
    
    Non so quante ore fossero passate quando un rumore di chiavi mi fece destare. La porta della tetra stanza si aprì e non appena la mia vista si abituò nuovamente alla luce proveniente da una fiaccola vidi Gismondo.
    
    «Che ci fai qui, come hai fatto?» Corsi da lui e lo baciai.
    
    «Ho pagato la guardia. Ha dato il cambio a quelle di stamattina e quindi non sa cosa sia successo»
    
    «Stamattina? Ma quanto ho dormito?» Un pensierò improvviso mi trapassò la testa? «Gismondo, ma allora tu e Beatrice…?»
    
    «No, Goffredo, mi sono rifiutato. E’ scoppiato il finimondo nel castello. Mio padre è montato su tutte le furie e ha minacciato di diseredarmi. Ora sicuramente mia madre gli dirà quello che ha visto e per noi sarà la fine. Ecco perché sono venuto. Voglio scappare con te».
    
    «Allora muoviamoci, non perdiamo tempo».
    
    «Prendiamo i nostri cavalli che sono nella stalla e fuggiamo».
    
    «Ma dove andremo?»
    
    «Che importanza ha, non voglio più essere ricco, non voglio più vivere in questo castello. Sei arrivato così all’improvviso, come sbucato dal nulla e mi hai fatto scoprire la felicità».
    
    Ci baciammo appassionatamente e poi scappammo dai sotterranei. Il vecchio edificio era quasi completamente buio. Fu facile quindi raggiungere le scuderie, slegare due cavalli e, tenendoli per le redini, avviarci verso l’uscita. Quando fummo abbastanza lontani per non fare ...
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