1. A spasso nel tempo 3 - fine


    Data: 05/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Raccontando

    ... provava ripugnanza, chi sbigottimento, chi eccitazione. Comprendemmo che eravamo persi, il nostro amore e la nostra passione ci erano stati letali. Con lui furono relativamente gentili, era pur sempre il figlio del conte. E poi, tutto sommato, essendo evidente che fosse stato lui a penetrare me, poteva ancora contenere una parvenza di virilità. Ero io il sodomita, il frocio diremmo oggi, e il trattamento che ne seguì rivelò tutto il disprezzo, reale o finto, che nutrivano per me. Nonostante Gismondo cercasse di divincolarsi e comandasse alle guardie di smetterla, gli ordini impartiti dovevano essere diversi e non gli prestarono attenzione. Mi picchiarono fin quando non persi i sensi e con le lacrime agli occhi cercai il suo sguardo disperato e cercai di comunicargli tutto il mio amore
    
    Fu l’ultima volta che lo vidi.
    
    Mi svegliai in cella con la solita secchiata d’acqua dopo non so quanti giorni di delirio e di febbre.
    
    Ricordavo vagamente di aver subito violenze di ogni genere dalle guardie che a turno, approfittando della mia debolezza, mi inculavano con malvagità fino a farmi sanguinare. Nella mia mente si affacciavano scene sfocate di energumeni che mi tappavano il naso per costringermi ad aprire la bocca per infilarmi i loro cazzi fino a svuotarli direttamente in gola. Spesso mi avevano gettato sul pagliericcio, urinandomi sopra.
    
    Questi ricordi mi facevano soffrire e delle lacrime irroravano il mio viso.
    
    Di fronte a me c’era la contessa Maria. Il suo volto era ...
    ... contratto dall’odio e dalla malvagità.
    
    «Bastardo, demonio, hai corrotto mio figlio, lo hai stregato e sarai punito. Ti farò torturare fino a quando non sopraggiungerà la morte, lentamente. Non so come tu abbia fatto a sedurlo così, ma sono riuscita a farlo rinsavire. Gli ho raccontato che ti ho offerto un po’ di denaro e hai accettato volentieri di lasciare la contea. L’ho persuaso che eri solo un furfante in cerca di danaro. Ha compreso, si è pentito dei suoi errori e ha deciso di sposare Beatrice. Non saprà mai che fine miserabile tu abbia fatto, ma imparerà ad odiarti ed io avrò ottenuto la mia vendetta».
    
    La situazione ormai era compromessa, non sapevo cosa sarebbe successo a Gismondo, né tanto meno al Gabriele del futuro. Tuttavia riuscii a recuperare un po’ di forze e, ormai consapevole del reale avvicendarsi degli eventi, le dissi:
    
    «Stupida donna, il tuo odio sarà la tua rovina. Goffredo, probabilmente in questo momento, sta raccontando tutto a suo padre e gli sta dicendo che non ti crede, che mi ama e verrà a cercarmi. Tuo marito salirà su tutte le furie e lo ucciderà. Quando sarai tornata sarà troppo tardi… noi demoni conosciamo il futuro.»
    
    Poi un dolore atroce mi perforò la schiena fino a giungere al cuore. Una guardia, che scortava la contessa, mi aveva ucciso.
    
    Mi svegliai nuovamente nel castello. Era buio e freddo e sui lampadari c’erano le ragnatele che scandivano il corso del tempo.
    
    Di fronte a me l’immagine perlacea di Gismondo.
    
    «Allora non ...