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A spasso nel tempo 3 - fine
Data: 05/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Raccontando
... rumore, montammo in sella e spronammo i cavali al galoppo. Dopo non so quanto tempo dalla fuga decidemmo di prenderci una pausa e di rilassarci in una piccola radura in mezzo al bosco, mentre i raggi del primo sole calcavano i contorni delle montagne. Così, come travolti da un istinto represso, ci sdraiammo sull’erba e, insensibili al freddo, cominciammo a baciarci e toccarci. Questa volta Gismondo sembrava più deciso, nessuna esitazione, nessun imbarazzo. Le nostre mani scendevano ad accarezzare le nostre più profonde intimità mentre le nostre lingue si fondevano in un continuo, profondo bacio. Fu lui il primo a slegarsi i pantaloni e, dopo aver liberato il suo rapace, spinse giù la mia testa perché glielo succhiassi. Lo presi tutto in bocca, senza troppe smancerie. La sua consistenza riempiva la mia bocca e la sua audacia lo rendeva più desiderabile. Vinta ogni inibizione Gismondo conduceva il gioco con una passione e con una voluttà sorprendenti. Ero in balia dei suoi muscoli, della sua mascolinità, repressa per anni. Allontanò la mia bocca dal suo uccello e mi fece voltare. Capii le sue intenzioni e mi posizionai a quattro zampe, sull’erba umida e fredda. Con una certa violenza abbassò i miei pantaloni e iniziò a perlustrare il mio buchetto con le dita. Ci sputò sopra per lubrificare l’antro della mia caverna vogliosa e cominciò un lavoro di dita neanche troppo delicato. Tuttavia mi eccitai al massimo e aspettavo il momento in cui avrebbe introdotto il suo palo pulsante. ...
... E non dovetti aspettare molto. Gismondo posizionò subito la sua cappella calda tra le mie chiappe e con un affondo deciso mi penetrò provocandomi un piacere smisurato. I suoi movimenti erano decisi e il suo vigore mi mandò in estasi. Sentivo il suo pene farsi strada dentro di me come se volesse raggiungere la parte più profonda della mia intimità. Le sue palle sbattevano pesanti sulle chiappe e con una mano mi stringeva la mia spalla. Mi scopava con una foga mai provata prima e, una volta che il mio sfintere gettò la spugna sottomettendosi al dominio del suo cazzo, il piacere pervase il mio corpo, come una scarica elettrica che ci avvolgeva e ci univa in un amplesso da record. L’istinto animale spense i nostri neuroni e cominciammo ad emettere suoni osceni di godimento, indifferenti ai rischi che avremmo potuto correre. Quando Gismondo mi venne dentro un calore invase il mio intestino e il mio cuore, come se ci fossimo uniti in maniera indissolubile. Il suo copioso orgasmo fu accompagnato da grida animalesche che manifestavano tutta la sua virilità. Esausto mi stesi a pancia in giù con ancora lui dentro di me. Con le brache abbassate e i nostri corpi ancora uniti, mentre il suo cazzo perdeva vigore, mi baciava le guance, mi mordicchiava i lobi delle orecchie. Avrei voluto stare così in eterno. Purtroppo dei passi felpati ci destarono da quel momento di piacere e ci rendemmo conto di essere circondati. Dei soldati ci guardavano con espressioni diverse e indecifrabili: chi ...