1. Un angolo d'Oriente nell'Oltrepò Pavese - parte 6 - fine


    Data: 05/01/2020, Categorie: Etero Sesso di Gruppo Autore: DukeGB

    ... apprezzare l’uso di vari strumenti software utili a semplificargli il suo lavoro.Al termine lo vidi sì interessato, ma mi dava l’impressione del non esserne convinto, e non disse più di tanto al punto che pensai non fosse del tutto soddisfatto. Pazienza, pensai tra me e me, avrò toppato nell’esporre con troppo fervore le mie argomentazioni, a me non piace il vanto in sé, ma evidentemente per una volta che esalto il mio operato... evidentemente l’ho fatto nel modo errato.Quel silenzio stava diventando fastidioso, quand’ecco che sempre pensieroso mi fece altre domande tecniche su tipologie di lavorazioni da svolgere con il pc. Rimasi però sintetico nelle risposte, quasi essenziale, non volevo ancora esagerare, dovette accorgersene perché poco dopo aggiunse che aveva in mente qualcosa, forse mi avrebbe fatto sapere, e questo fu tutto.Giudicandolo poco soddisfatto, chiusi il discorso e finii il pranzo forse rimanendo un po’ troppo assorto, perché poco dopo Suki venne a sedersi vicino a me per bere il caffè. La guardai ed il suo sorriso mi fece immediatamente ritornare la serenità ed il sorriso.Tornai al lavoro, che è una cosa (quasi) sicura di darti soddisfazioni (tranne quando va male)Ero quasi arrivato al termine del mio compito e mi accorsi guardando l’orologio che erano passate ben due ore, mi stavo stiracchiando per il troppo immobilizzo quand’ecco arrivare Suki. “Come va?” si informa. “Bene rispondo” E lei:“ Tu ancola allabiato?”Rimasi sorpreso e la guardai con occhi ...
    ... nuovi, aveva sì difficoltà nell’uso della nostra lingua, ma in quanto a leggerti dentro era impareggiabile. “ Non è niente, adesso per me è come essere in paradiso perché Suki vicino”, le dissi.Non mi disse niente, ma mi guardò solamente.Ragazzi non so se in Giappone insegnano a parlare con gli occhi ma vi posso dire che Suki aveva una maestria in ciò, ti parlava la lingua dei sentimenti, dei sensi, con quei suoi grandi occhioni neri, ma io non la capivo. Intuii però che dovevo fare qualcosa per ringraziarla della sua gentilezza, così l’attirai dolcemente, la feci sedere accondiscendente a cavalcioni su di me. “Piccola Suki” le dissi, “Ho quasi finito, tra poco andrò via, forse non ci vedremo più, ma ti voglio dire che tutto quello che abbiamo fatto insieme tu ed io e anche con Aiko, per me, voi due siete la cosa più bella che ho mai avuto e mai più avrò nella vita, grazie Suki” … Lei rimase in silenzio, anzi adesso che ci penso, lei capì subito tutto senza che dovessi darle varie spiegazioni. Mi sorrise e mi baciò dolcemente, quello fu uno dei baci più belli che mai ebbi, e mi vien di che pensare che la bellezza di un bacio oltre che come si dà, dipende anche dal momento e dall’intensità del viverlo, quell’attimo fuggente.Sedendosi su di me la sua minigonna si era rialzata svelando la sua nudità, le sollevai un lembo ed osservai in estasi, il suo piccolo folto pelo scuro. “ Io pensato così pel te” mi disse!. Dunque, pensai, era venuta di proposito senza niente sotto, quella ...