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Amore
Data: 07/01/2020, Categorie: Etero Autore: torromato
... modi di pulirla del piacere del suo padrone. Se lo voleva gustare anche lei; quasi come un atto di sottomissione. Si avviarono così dopo quei baci torridi e i massaggi che le avevano fatto….questa volta non nelle stalle ma entrarono direttamente in quella grande casa dove vivevano i padroni delle cavalle. Altri corridoi, altre stanze che non conosceva e furono costrette in delle stanzette singole, il cui unico mobilio era un sofficissimo letto, un tavolo con una sedia. Clara si trovò così completamente sola con i suoi pensieri, sapeva che tra le persone che l’avevano vista succhiare il cazzo di lui c’era suo marito o il suo ex marito a questo punto, ma non le interessava minimamente che cosa avesse potuto pensare. La sua mante vagava su quello che era successo, lo capiva da sola che ormai era stata trasformata in un'altra donna era realmente diventata un animale da letto che senza imposizioni e il sibilo della frusta quasi non godeva. Amava quella forma di sottomissione, dal contratto fino al limite che aveva travalicato chiedendo di essere inanellata come una vacca. Era li distesa su quel sofficissimo letto con questi pensieri quando balenò nella sua mante un regalo che avrebbe potuto fare al suo padrone per mostrargli tutta la dedizione che aveva per lui: per dimostrare la sua troiaggine e la sua voglia di sesso accoppiarsi in una notte con tutti i maschi che lui avrebbe voluto concedergli. La sua compagna di gabbia quando l’aveva vista alle prese con sei uomini l’aveva ...
... affascinata e avrebbe voluto essere al suo posto per provare quella sarabanda di cazzi nei suoi buchi. Lei essere al centro di un orgia per tutta una notte o per il tempo che lui avesse voluto. Aveva già provato alcune ore in quel teatrino a luci rosse dov’era andata con lui il suo padrone e Natalia , e li, sapeva che suo marito l’aveva anche vista e sicuramente riconosciuta. Ora non le interessava altro, si era distesa su quel letto quasi rimpiangendo il pagliericcio della stalla che aveva condiviso con l’altra donna. Ora però era sola, in quella stanza dalla finestra minuscola, quasi una cella di prigione. Lo sapeva in quella grande casa erano discese nei sotterranei, ma non c’erano pietre , solo pareti dipinte di un rosato leggero spatolato veneziano. Messo un cuscino poggiato al muro, si sedette comodamente su quel letto poggiando la schiena. Si esaminò a lungo, aveva i segni della frusta sulle gambe e…la sua figa anche se sesso lo aveva fatto il giorno prima era gonfia, di cazzi e di forzature ne aveva provati, era una schiava, lo sapeva. Si fece scorrere le ditta sulle grandi labbra provocandosi i brividi che lei ben conosceva; chiuse gli occhi e mosse leggermente la testa in senso di diniego per darsi come il ritmo, capiva che riusciva a dosare quelle sensazioni, arrivava fino al limite per poi rallentare e riprendere. Si lasciava cullare , però avrebbe voluto avere qualche cosa di più, dormire, si riposarsi, ma prima essere riempita e provare un orgasmo in cui sentire ...