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Amore
Data: 07/01/2020, Categorie: Etero Autore: torromato
... il cazzo esploderle dentro con il suo fuoco d’artificio. Era tesa, il giorno dopo non ci sarebbero state gare, ma solo allenamenti, le tette le facevano male ed erano piene di latte; stando seduta sul letto con il cuscino dietro la schiena se le spremette a lungo, mugolò di dolore e si, lo doveva riconoscere una forma strana di piacere la pervadeva facendo quella specie di lavoro. Si spremeva le tette e ne vedeva il latte uscire, dai suoi capezzoli turgidi, fili sottili come aghi sotto la pressione delle mani partivano in tutte le direzioni. Si trovò con l’affanno e poi si cercò di pulire ella meno peggio, e dopo quella spremitura che si era data era ancora più eccitata, si era sentita realmente una vacca da latte pronta all’uso. Fisso con uno sguardo perso le parete immacolate di quella stanza, e alla fine i suoi occhi furono attirati dalla bottiglia d’acqua con un bicchiere che erano appoggiate sul tavolo. Bottiglia in pet dalle dimensioni voluminose, ma in quel momento la voglia che aveva prese il sopravvento e si fermò a fissarla. Mi ero spremuta le tette, avevo visto il latte uscire dai miei capezzoli, fili sottili che si erano perse sulle mie gambe data la posizione in cui stavo. Mi facevano male le tette, ma lo dovevo fare , le spremetti a lungo, mugolai, in quel momento piacere e dolore si sommarono dentro di me, ero quasi accucciata visto quella posizione, poi mi rilassai, il mio respiro era affannoso, Guardai le mie gambe bagnate, feci scorrere le mani sulle ...
... mie cosce , con un dito seguì un livido all’altezza dei miei polpacci e poi….. Poi sollevai lo sguardo e vidi quella bottiglia di plastica, voluminosa, massiccia, della larghezza del pugno di un uomo, ma la sua larghezza continuava per almeno una ventina di centimetri. I miei buchi avevano voglia, per la spremitura che mi ero data mi sentivo eccitata, i capezzoli erano sensibilissimi e poi con quei movimenti che avevo fatto senza volere mi ero strofinata le grandi labbra provocandomi delle scosse elettriche che si erano irradiate in tutto il mio corpo. Non mi interessava, nella mia mente guardando quella bottiglia vedevo la mia compagna di gabbia o di stalla alla prese con tutti i maschi che avevo visto, il bacio appassionato che le avevo dato mentre uno la possedeva e la sua bocca mi aveva trasmesso le sensazioni che lei sentiva….. aveva stretto le mie labbra quasi mordendole mentre le usciva un mugolio di piacere o non so di cos’altro tanto era squassata da quel cazzo che la sbatteva con foga. Quel corpo sporco di tutto, arrossato e nello stesso tempo ancora voglioso di ricevere lo sperma dei suoi padroni del momento. Ora ero li, quei pensieri…. e la vista di quella bottiglia. Poi presi la decisione e mi alzai, andai verso il tavolo e la presi, non riuscivo a circondarla con la mano, facevo fatica ad impugnarla, ma il pensiero di dove volevo mettermela ormai non mi dava pace. La mia figa era stata sbattuta da cazzi e cazzi in quei giorni e così pure il mio culo che la volta ...