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La Scema 3 - Doppioni
Data: 08/01/2020, Categorie: pulp, Autore: senzaidentità
La Scema era in ritardo quel mattino. Rossa in volto per la corsa, scarmigliata e come stanca. Preoccupata. Il professore cantastorie la guardò con apprensione, attese che prendesse posto ed iniziò la sua lezione. Le mie orecchie non carpirono una sillaba ed in genere ero attento, lo strillo di campanella che mi ruppe i timpani mi permise di raggiungere Marta con la borsa a tracolla stretta al petto. “Mi devi dire una cosa.” Ansimai sorridendo. “Ma oggi non ne ho proprio voglia.” “Perché?” “Ieri sera non è venuto da me.” Stava per correre via ma la recuperai per la spalla, un contatto vorace, aveva l'epidermide calda e madida. “Non sarà una gran fatica dimenticare, non sai nemmeno il nome.” “Lo so adesso. Ha detto Rocco Adorante.” “Cazzo. Più abruzzese del parrozzo. Come lo sai se non lo hai visto?” “L'ho visto ma dopo, ieri faceva tardi e allora ho camminato per cercarlo e l'ho incrociato con Nicla e invece quando gli avevo chiesto.. . Aveva detto che non era vero… Non ci credevo io nemmeno, lei dice sempre bugie. Comunque poi sono andata al giardino di corsa e anche lui è venuto, continuava a dire di non essere la stessa persona.” Il sopracciglio mi s’increspò ed il naso mi si arricciò. Dunque si trattava del muratore della troia? Beh di sicuro quell'armadio a quattro ante color ambra poteva rispondere a qualsiasi nome men che a quello di un membro della famiglia Adorante. Era chiaramente un forestiero. Nel mezzo delle mie illazioni Marta mi divincolò dalle mani e sfuggì, ...
... mi domandai a questo punto quanto di vero avesse detto. Nulla forse perché quell'uomo a casa di Nicla era sempre e nei giardini della Villa non lo aveva visto mai nessuno. I panzoni che tenevano d'occhio il mondo dalle panchine ne avrebbero certamente chiacchierato. Se era vero però meglio così, forse Marta ora non avrebbe più voluto rivederlo. Probabile che avesse passeggiato per Santa Maria Maggiore e avesse visto, nel lasso di tempo in cui io ero andato in cerca di lei nel parco. Quella sera per sicurezza decisi di recarmi di nuovo prima alla piazza e dopo alla Villa. Arrivai in anticipo a casa della troia Nicla, il Mercedes era parcheggiato di fuori ma non potevo avvicinarmi troppo per cercar qualcosa che mi suggerisse il nome reale del suo proprietario. Notai solo che il sedile del passeggero indossava una sciarpa bianca, serica a stampe di rose blu. Il portone era aperto, conteneva uno spiazzo tondo e poi casa di lei ed altre due ai lati. Se fossi riuscito ad attraversarlo e a fare il giro avrei raggiunto la finestra della camera. Non particolarmente difficoltoso, solo la vecchia vicina Giselda era nei paraggi, strappava erbacce a capo chino e non fece caso a me. Superata la sua schiena gobba fui alla finestra. “Tu hai stancato me!” Sentii la voce piena di stizza di Nicla. “Fai domande stupide, lo sai bene che esco di qua e vado a casa.” “Qua fuori ieri sera c'era la scema. Tu te la sei scopata, lo sanno tutti!” Lo sapevano tutti? Oh io non l'avevo detto a nessuno lo ...