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Terapia d'urto
Data: 09/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: leeryanskype86
Girovagavo sulla home di Facebook quando, per l'ennesima volta, vedo un post piuttosto triste di un ragazzo che conosco. Abbastanza preoccupato, decido di scrivergli: nonostante tra noi non ci fosse grandissima confidenza, pur avendo amici in comune, gusti simili e frequentando gli stessi ambienti. Lui è un bel ragazzo, il classico hipster, capelli lunghi e barba ma con un bel fisico plasmato dalla palestra e dalla piscina. -Tutto bene? - gli chiedo, pur sapendo che la risposta sarebbe stata un “no” secco, ma cercavo di farlo sfogare un po', magari con qualcuno con il quale hai meno confidenza viene più facile, non ti senti troppo giudicato. E infatti così succede. Restiamo in chat le ore, lui mi parla della sua ragazza, delle sbandate per altre, dei suoi problemi col lavoro e con altro. Il ghiaccio è rotto, ormai. Nel frattempo si è fatto il momento di uscire e nel congedarlo gli dico - io vado a farmi una birretta. Ci sentiamo, magari. Se vuoi, ti lascio il mio numero, in caso avessi bisogno – e lui mi risponde – ne avrei bisogno anche io. Dove vai?- Gi rispondo che vado in centro, lui non abita neanche qui ma ad una mezz'ora di auto, quindi figurarsi se mi aspettavo la risposta successiva che fu – okay, il tempo della strada e ti faccio compagnia. Ti va? - -Ah, per me sì, nessun problema. Spero solo non ti faccia tu altri problemi, sai com'è, la gente potrebbe pensare male - - Tranquillo, sono una persona ...
... decisamente aperta. Non mi frega di quello che pensano gli altri - Mi preparo ad uscire, pensando alle sue parole. In quelle parole ci ho letto qualcosa, quasi un rispondere al mio voler flirtare con lui. Durante la nostra conversazione in chat, gli avevo parlato di me, del fatto che non ho molta fortuna sentimentalmente, che molte volte sono troppo timido e non riesco a dichiararmi a chi mi piace o, comunque, quelli che mi piacciono potrebbero non essere interessati ai ragazzi. E ogni riferimento era “puramente casuale”, visto il mio continuo sbavare sulle sue foto. Arrivo in centro e lui dopo qualche minuto mi telefona. Apro la chiamata e sento la sua voce: - Sono qui dietro, ai parcheggi. Mi raggiungi? - - Io sono qui in centro, di fronte alla birreria! Vieni tu! - - Dai, ci fumiamo una sigaretta qui vicino la macchina e poi beviamo. Sono un po' nervoso, ho bisogno di star tranquillo. E non mi va di rimanere come un imbecille qui fuori da solo - - Okay, okay. Arrivo! - Mi avvicino alla sua macchina e lui è lì: capelli e barba lunghi, una camicia chiara e una giacca leggera su, dei pantaloni abbastanza stretti, che mettono in bella mostra tutti i muscoli delle gambe e intravedo già una leggera eccitazione, ma faccio in modo che non si noti il mio fissargli il pacco. - Ehi. Che succede? - - Nulla, solo un po' di casini irrisolti che ogni tanto tornano a galla. Una sigaretta e mi passa - - Ah, se lo dici tu... - - Grazie per ...