1. Il dono


    Data: 11/01/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Ade-69

    ... non vide più nulla. La voce del suo amante, però la distolse:
    
    - Sto parlando con tuo marito, lo vuoi salutare? -
    
    Una doccia fredda dietro l'altra ma, tenendo conto che il ricevitore era ben vicino alla sua bocca, lui avrebbe già dovuto sentire tutto quello che stava succedendo; decise di salutarlo davvero, di fargli sentire bene e dal vivo cosa stava provando, di raccontargli tutto, tanto ormai...
    
    Le sue parole non erano tante ma quelle del marito la rassicuravano, la toglievano da un imbarazzo terribile, riuscì perfino a raccontargli, fra i gemiti che ormai erano sempre più fitti:
    
    - ... sai, amore, c'è qui anche il cameriere e mi sta guardando e la cosa non mi dispiace affatto... ora mi guarda giù, in mezzo alle gambe, sorride, gli piace... lui continua a infilarmi dentro le dita, mi bacia il collo, sto per godere, amore, ascoltami, ascoltami mentre vengo... -
    
    Se ne venne veramente, in diretta telefonica, mentre un uomo la guardava intensamente e un altro la carezzava e la baciava. Non riuscì a capire se il marito aveva capito, se l'ascoltava, se era ancora lì, al telefono, capì solo che era successo, che era stato uno dei migliori orgasmi della sua vita, forse addirittura il migliore. Mezza stordita dall'evento, non sentiva più nulla, non vedeva più nulla, l'unica cosa che capiva era che lui aveva posato il telefono, che ora la carezzava con due mani, che presto l'avrebbe presa, che prima ancora l'avrebbe stordita di nuovo. Su questo non s'ingannava, ...
    ... scendendo piano piano lungo il suo corpo, andò a baciarla dove stavano le sue dita, prima. Cominciò baciando tutt'attorno, poi prese a leccarla e succhiarla, a titillarne il bocciolo con la punta, ad aspirarselo in bocca fino a sentirla urlare più della prima volta ma non si fermò, continuò, rovistò, si impegnò a fondo fino a sentirla nuovamente tornata in sé. Allora la guardò dritto negli occhi, sorridendo, senza dirle una parola. Prese i bicchieri dal vassoio e brindò con lei, guardando quasi fisso la sua vulva dalle labbra spalancate e grondanti. Subito dopo la trascinò in sala da pranzo, sempre così, vestita solo delle calze e delle scarpe; la fece sedere, si sedette anche lui al suo fianco, la indusse con la mano decisa a tenere le sue cosce molto aperte e, serviti da Rosalba e dal marito, cominciarono a cenare. Non provava più alcun imbarazzo anzi, sentiva i suoi capezzoli turgidi e sentiva la vulva molto umida ma non capiva se era merito del suo amante che la tormentava o degli sguardi degli altri due; probabilmente entrambe le cose la eccitavano molto e anche il fatto stesso di esser lì, con la voce del marito ancora nell'orecchio, con tutto quel suo solito quotidiano lasciato a casa, lontano. Lo scopo di quella strana vacanza era godere, avrebbe goduto più di quanto riusciva ad immaginare, ora ne era sicura, lo aveva già provato.
    
    Finita la cena la condusse in un altro salotto, cominciò a carezzarla bene, si lasciò perfino spogliare e, finalmente, la prese, lì, sul divano, ...
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